Michael mi disse: "Sii i miei occhi e mostrami tutto ciò che non posso vedere"

"Ci sono persone che traggono un sacco di gioia quando ricevono doni e cose del genere dagli altri, e ci sono persone che amano donare agli altri. Io voglio essere del secondo tipo", Michael Jackson disse al fotografo indiano John Isaac.

In un'intervista del 2011, Isaac ha ricordato: "Un giorno ricevetti una telefonata. La voce disse: "Sei John Isaac?" Io risposi sì e chiesi chi fosse. La voce disse: "Michael". Io dissi: "Michael?" La voce disse: "Michael Jackson". Io dissi: "Chi?!" e riattaccai. Pochi secondi dopo, il telefono squillò di nuovo, era Bob Jones che mi chiedeva perché avessi riattaccato il telefono a Michael Jackson! Io risposi: "Era davvero lui??" e Jones passò il telefono a Michael. Lui mi disse che era un fan delle mie fotografie. Aveva comprato un poster che io avevo fatto per l'UNICEF in cui c'erano molti bambini e mi chiese se potevo andare a Neverland ad autografargli il poster. Io gli dissi che potevo firmargliene uno e spedirglielo, ma lui insistette perché andassi a Los Angeles. 3 giorni dopo, vennero a New York per girare "They Don't Care About Us" (la versione in prigione) e lui invitò me e mia moglie Jeannette ad andare a vederlo. Così andammo e ci incontrammo. Il giorno dopo mi chiese di trascorrere il pomeriggio con lui nel suo albergo di Manhattan e di istruirlo sul mio lavoro fotografico.

Mi disse che avevo un talento per la fotografia e che avrei dovuto continuare ad usarlo per aiutare i bambini di tutto il mondo e per aiutare questa causa. Sapeva quanto ci tengo ai bambini. Andai in Brasile quando stavano finendo il video TDCAU e lui mi disse qualcosa che non dimenticherò mai: "John, sii i miei occhi e mostrami tutto ciò che non posso vedere". Ero così emozionato di fotografare i bambini nelle baraccopoli di Rio de Janeiro e Salvador mentre loro stavano filmando. Viaggiai con il suo aereo privato in Brasile, era il mio primo viaggio con lui. Michael mi ha sempre supportato, era consapevole della mia provenienza. Un giorno disse che entrambi eravamo andati in giro in molti posti e per questo entrambi amavamo i bambini (Isaac ha trascorso 20 anni lavorando come fotografo delle Nazioni Unite, in paesi come il Vietnam, Rwanda, Sarajevo).

Andai a Neverland per scattare le foto di famiglia del primo figlio di Michael e Debbie Rowe. Debbie non era a Neverland, c'erano solo Prince e Michael e scattai le immagini di padre e figlio. Scattai le foto con Debbie in un albergo di Los Angeles. La foto delle mani di Michael e Prince è stata una delle foto più particolari che abbia scattato di loro. Ho catturato la sua mano che teneva la mano di Prince e mi disse che gli piaceva così tanto che voleva mostrarla ai fan a Milano, quindi durante il concerto del 18 giugno 1997 la foto fu proiettata sullo schermo del palco. Michael non si vede neppure, c'è solo la sua mano a proteggere Prince.

 

 

Sono stato due volte a Neverland. Ho guidato un go kart elettrico intorno alla tenuta, visto film nel teatro, sono salito sul trenino. Mi sentivo come un bambino quando ero lì! Un pomeriggio abbiamo visto un film insieme. Ero nella suite di Liz Taylor. Michael era molto filosofico, spesso parlava di filosofia e di vita. Mi chiese di raccontargli cose sui bambini che avevo fotografato in giro per il mondo quando avevo lavorato per le Nazioni Unite, molte storie di dolore e sofferenza di tutti i tipi di bambini. Lui era sempre molto compassionevole verso i bambini meno fortunati.

All'inizio del tour HIStory a Praga, volle che lo fotografassi sul palco mentre cantava "Heal the World". Avevo paura lassù sotto i riflettori con così tanti fan di fronte a me, le mie ginocchia tremavano. Come è stato eccitante vedere Michael Jackson sul palco, così essere accanto a Michael quando visitava ospedali e orfanotrofi è stato qualcosa di particolarmente toccante e significativo. Mi ricordo che eravamo in alcune città dell'Europa orientale e abbiamo visitato molti ospedali con i malati terminali. Una sera, dopo una visita in ospedale, Michael singhiozzava nella sua stanza d'albergo dal dispiacere per i bambini che sarebbero morti in breve tempo. Ero molto toccato dalla sua compassione. Voleva scattare foto con i bambini prima di ogni concerto.

Ci sono molte foto che mi piacciono, ma sono molto orgoglioso di una che scattai durante una sessione di prove a Los Angeles che è stata pubblicata in uno speciale Laurent Hopman - Captain Eo Productions (programma dell'HIStory World Tour - Edizione Limitata). Michael è al centro del palco con tutti i ballerini intorno in diverse pose mentre provano, sembra un dipinto. Anche a Michael piaceva molto questa foto. Tutti loro erano vestiti in abiti casual. Non ho la copia del negativo di questa foto perché ho dato tutto a Michael.

Lui voleva immortalare ogni momento della sua vita. A volte voleva una foto in bianco e nero e le altre due macchine fotografiche erano foto a colori. Oggi, con la tecnologia digitale, è possibile convertire il bianco e nero in colore senza nessun problema, ma con il vecchio negativo era più complicato. Dopo una prima selezione da parte mia, Michael sceglieva i suoi scatti preferiti, aveva buon gusto nel selezionare le foto! E Michael era felice di vedere le foto dei suoi fan. Loro erano molto importanti per lui.

Mia moglie mi ha comprato il DVD di This Is It. Ne ho visto solo delle parti, ero così addolorato per la morte di Michael che non potevo continuare a guardare. Forse un giorno lo vedrò fino alla fine".

Fonte: http://wwwyouaremylife-jaqueline.blogspot.it/2011/11/john-seja-meus-olhos-e-me-mostre-tudo-o.html

Nella foto in basso, abbiamo trovato un articolo pubblicato in una rivista di fotografie degli Stati Uniti nel numero di settembre/ottobre 1997 che riporta la collaborazione di Isaac con Michael per il servizio con Prince. La rivista è un numero per collezionisti che celebra i 90 anni del famoso fotografo francese Henri Cartier-Bresson:

Includiamo l'articolo come ennesima testimonianza della denigrazione cercata e voluta a tutti i costi dai media americani ai danni di Michael. Nell'articolo, infatti, Isaac ha solo parole positive per Michael: "Michael sapeva che ogni rivista e giornale del mondo voleva le foto e sapeva che poteva fidarsi di me, che non le avrei fatte trapelare. Mi disse: 'posso vedere il candore nei tuoi occhi'. Ho fotografato Michael e il suo bambino nella sua camera da letto. Posso dirti che tutte queste storie sul fatto che lui dorma in una camera iperbarica sono false, ha un normalissimo letto. Non ho mai chiesto di essere pagato per questo, l'ho fatto per amicizia".

L'autore dell'articolo, naturalmente, interpella un innominato "agente per fotografi" attraverso il quale suggerisce che Isaac dovrebbe fare causa a Michael Jackson per ottenere dei soldi! E scrive anche un'altra calunnia quando dice che una parte di quel servizio fotografico sarebbe andato in beneficenza, perché Michael donò l'intera somma.

 

Isaac ha sempre parlato bene di Michael. A questo link: http://www.enchantedlens.org/fstop/fstop_jan06.pdf un'altra rivista fotografica statunitense pubblicata a gennaio del 2006 in cui Isaac dice (evidentemente rispondendo alla provocazione del giornalista): "Ancora oggi non posso dire nulla di negativo su Michael".

Ancora, nel 2008 Isaac parla di Michael come una delle persone che più ha avuto piacere di incontrare nella vita: http://articles.mcall.com/2008-05-04/features/4068305_1_guardian-angel-olympus-america-mother-teresa/3 e in questo caso il giornalista Geoff Gehman riporta correttamente: "Il cantante si fidò di Isaac per scattare le prime foto del suo primogenito mentre i paparazzi ronzavano sopra l'ospedale come calabroni arrabbiati".

Infine, un altro ricordo di Isaac su Michael contenuto in un articolo di una rivista indiana del 2013: http://www.thehindu.com/todays-paper/tp-features/tp-metroplus/from-wars-to-the-wild/article4506572.ece "Sviluppammo una profonda amicizia. Certe volte persone come Spike Lee o Bob Jones erano infastidite dalla mia vicinanza a lui. Non ho mai protetto le mie orecchie quando ero sul palco con Michael e i decibel alti me le hanno danneggiate. Ma nulla poteva fermarmi dallo scattare fotografie. Sono stato gli occhi di Michael e gli ho mostrato quello che lui non poteva vedere mentre cantava".


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