GLI EFFETTI DEL DOPING DI MURRAY SU MICHAEL JACKSON: perché non sembrava lui

A cura della Dottoressa Sonia Dal Ben, Psicologa e Psicoterapeuta

A 5 anni dalla scomparsa di Michael Jackson, Karen Faye, sua make-up artist dai tempi di Thriller, ha rievocato, in una serie di tweet, gli eventi che hanno segnato gli ultimi giorni della sua vita fino al 25 giugno. La causa intentata dai Jackson contro il promotore di concerti AEG, conclusasi solo a novembre 2013 e che ha visto la Faye sul banco dei testimoni per la parte querelante, non le aveva permesso sinora di rendere pubblici su un social network i dettagli di quei giorni terribili che hanno portato Michael Jackson alla morte.

 

 

 

L'email di Karen Faye a Dileo il 22 giugno 2009:

Ciao Tookie,
voglio solo che tu abbia questa informazione per essere preparato in anticipo. Michael si sta facendo vedere e sta parlando ai suoi fan della sua condizione di fragilità e della sua impossibilità a fare 50 show. Sembra che si stia mettendo nella posizione di essere la vittima. Vedo emergere ancora una volta il suo schema con quelli che si occupano di lui. Li usa per finanziare la sua vita… e poi passa oltre quando non riesce a mantenere le sue promesse. Non sto dicendo che il suo intento di partenza non sia quello di adempiere ai suoi obblighi, ma sto semplicemente ipotizzando che lui diventi paralizzato dalla paura. Questo è il motivo per cui ho pensato che per lui la terapia sia l’elemento più importante perché lui sia in grado di riuscire (a fare quello che deve fare, ndt).
Quando mi chiese di fare questo a maggio e mi incontrai con lui, vidi un Michael Jackson magro, ma forte e coerente. Tutto questo mi fa male dall’inizio alla fine. Vedo così tante persone investire nel suo successo e credere in lui e poi devo guardarlo autodistruggersi. L’ho visto con i miei stessi occhi… deteriorare fisicamente in un mese. L’ho visto fare questo varie volte nel mio rapporto con lui.
Lo vedo rivoltare le une contro le altre le persone che stanno lavorando così duramente per aiutarlo. Non voglio nulla di più di vedere lui e la sua arte continuare a vivere e prosperare, non solo per lui stesso e la sua storia, ma anche per il bene dei suoi figli.
Fa soprattutto del male a se stesso.
Amo e tengo a Michael come a un fratello, come a un membro della mia famiglia, e prego che tu abbia ragione quando dici che hai capito la situazione e ce l’hai sotto controllo. Mi fido di te. Ci tengo anche a te. Non penso che tu, Kenny e Randy meritiate di diventare i cattivi, o le vittime finanziarie. Io penso che TUTTI meritino di avere un formidabile successo. Noi dobbiamo essere tutti, sempre, sulla stessa lunghezza d’onda. Tu non vuoi che lui collassi davanti a centinaia di migliaia di persone. Lui finora ha creato molti testimoni.
Michael è terribilmente magro… le sue ossa sono sporgenti. Io sono una persona che ha un contatto fisico con lui ogni giorno. Il disturbo ossessivo-compulsivo di Michael sta peggiorando. Ripete le sue azioni e dice cose sconclusionate costantemente, raramente è coerente con la conversazione in corso. Vedo Travis in difficoltà e senza fiato solamente “accennando” la parte di Michael alle prove. Stiamo per avere Michael su una gru a cestello sopra al pubblico, arrampicandosi su altissimi scalini ripidi… e fino a questo momento, lui non riesce nemmeno a scendere dalla rampa senza essere assistito. Kenny ha chiesto alla ballerina di aiutarlo quando lasciano il palco… 
Questo resta solo tra me e te. Sto lasciando questo nelle tue mani come tu mi hai istruito di fare. Sto ricevendo molte email dai fan simili a questa… lui sta recapitando questo messaggio al pubblico stesso. Ha anche portato diversi fan negli studi Culver City e loro hanno visto le ossa sporgenti sulla sua schiena quando ha provato dei vestiti che gli hanno regalato.

 

 

Le informazioni condivise dalla Faye ci hanno ricordato anche le testimonianze diffuse dalle follower dell'artista http://www.truth4mj.it/mj/index.php?option=com_content&view=article&id=122:la-verita-sulla-notte-prima-dellomicidio-di-michael-comunicato-della-follower-samantha-de-gosson&catid=34:articoli-verita-sulla-morte&Itemid=61 appena dopo il suo decesso http://www.truth4mj.it/mj/index.php?option=com_content&view=article&id=180:la-testimonianza-di-talitha-una-delle-follower-vicine-a-michael-fino-allultimo-giorno-della-sua-vita&catid=34:articoli-verita-sulla-morte&Itemid=61 tutte concordi nel descrivere un Michael Jackson "strano" in quelle settimane del 2009 di preparazione al tour This Is It.

Da qui, lo stimolo ad approfondire quale potesse essere la causa, o le cause, di questa "stranezza" nella sua personalità.

Avendo sospettato già da subito degli effetti delle Benzodiazepine (ansiolitici che Murray gli somministrava in gran quantità nell’ultimo periodo), ho deciso di scrivere questo articolo facendo riferimento alla migliore e più accreditata letteratura scientifica disponibile sull'argomento, di cui sarà fornito un elenco bibliografico completo, oltre alla mia tesina di Specialità in Psicoterapia sulle Benzodiazepine, da cui ho preso alcune informazioni.

Iniziamo richiamando i dati scientifici emersi dai risultati dell’autopsia e dalla testimonianza sotto giuramento del dottor Anderson, il tossicologo che li ha analizzati.

Nel corpo di Michael Jackson erano presenti le seguenti sostanze. Tra parentesi ne trovate la descrizione. BDZ sta per Benzodiazepina, ovvero ansiolitico o tranquillante nel linguaggio comune. L’emivita indica per quanto tempo resta nel corpo e quanto dura l’effetto, può essere: breve=poche ore; media=fino a 24 ore; e lunga=più di 24 ore.

Propofol (anestetico generale, utilizzato in chirurgia per addormentare durante un intervento chirurgico);
Lidocaina (viene aggiunta al Propofol per ridurre il bruciore durante l’iniezione)
Diazepam (BDZ , nome commerciale in Italia Valium, lunga emivita);
Nordiazepam (BDZ, media emivita);
Lorazepam (BDZ, nome commerciale in italia Tavor, emivita media)
Midazolam (BDZ, usato spesso in anestesia perché molto veloce e forte, emivita breve)
Efedrina (Anfetamina, usata per riattivare l’adrenalina se si è troppo sedati nel tentativo di risvegliare un paziente )
Flumazenil (antagonista delle BDZ, viene utilizzato per ridurre l’effetto sedativo quando le BDZ sono tante , usato anche per la disintossicazione dei pazienti dipendenti dalle BDZ durante il ricovero, agisce un po’ come il metadone per l’eroina)

La causa della morte è stata “intossicazione acuta(=fatale) di Propofol” che ha inibito il sistema respiratorio e ha “addormentato” Michael Jackson per sempre. Le benzodiazepine già presenti nel suo corpo hanno facilitato il processo, in quanto hanno impedito a MJ di riuscire a risvegliarsi.

Michael Jackson NON HA ingerito il Propofol, la quantità ritrovata nel suo stomaco è compatibile con una somministrazione endovenosa, in quanto il sangue circola in tutto il corpo, perciò anche nello stomaco, e non è compatibile con un’assunzione orale. Inoltre il Propofol ha un gusto molto spiacevole, e da ingerire è davvero difficile. 
Il Propofol è un anestetico, non una BDZ e NON ci sono ad oggi dati sul fatto che possa dare dipendenza.

Michael Jackson soffriva di insonnia cronica, patologia che peggiora con lo stress.

Il trattamento d’elezione per la cura dell’insonnia per via farmacologica è la somministrazione di BDZ ad emivita breve e ultrabreve (Midazolam tra quelli trovati dall'autopsia), poiché tali farmaci garantiscono un buon effetto ipnotico e una rapida eliminazione del farmaco dall'organismo, con minor rischio di creare Dipendenza e Tolleranza. Ciò è particolarmente vantaggioso nei casi in cui è necessario garantire al paziente una buona performance psicomotoria e cognitiva il mattino successivo alla somministrazione di una dose ipnotica. Soltanto nel caso di pazienti con disturbi del sonno particolarmente resistenti ad altri farmaci (e Michael Jackson aveva un’insonnia molto resistente) possono essere impiegati composti come il Flunitrazepam (Rhoypnol, vietato negli USA, chiamato anche “droga dello stupro”, emivita media, molto potente), il Flurazepam (Dalmadorm, emivita lunga), il clordesmetildiazepam (emivita lunga).
L’uso di questi farmaci come BDZ di prima scelta (quindi non ad emivita breve e quindi non a smaltimento veloce), in un paziente che non ha mai fatto uso di ipnotici o nei soggetti anziani, è invece una pratica da sconsigliare, poiché può causare stati di eccessiva sedazione, confusione, grave compromissione della performance psicomotoria e cognitiva il giorno successivo.
Pertanto, nella pratica della medicina generale vanno considerati, come farmaci ipnoinducenti (ovvero che aiutano a dormire e danno sonnolenza) di prima scelta, le BDZ ad eliminazione breve o ultrabreve.

Sappiamo che nel corpo di Michael Jackson sono state ritrovate, però, non solo BDZ ad emivita breve, che sarebbero la cura d’elezione per l’insonnia, ma anche quelle ad emivita intermedia come Nordiazepam (la cui indicazione principale è l’alleviamento degli stati ansiosi) e Lorazepam (anche questo molto forte e cura d’eccellenza per gli attacchi di panico e l’insonnia, ma PER BREVI PERIODI!), e ad emivita lunga come il Diazepam. 
Dalla testimonianza del farmacista Lopez resa al processo, sappiamo anche che, tra marzo e metà giugno 2009, Murray comprò dal suddetto farmacista 20 filale di Lorazepam e 60 di Midazolam.
Tutto questo fa pensare che: 1- Michael Jackson non riusciva a dormire 2- era molto agitato, e questo senz'altro a causa dei concerti imminenti per i quali AEG lo teneva sotto controllo e lo minacciava di "staccare la spina" togliendogli ogni sostegno economico e addirittura di portargli via i suoi figli.

Perciò, è molto probabile che la sua insonnia si fosse ulteriormente aggravata, non occorre una laurea in psicologia per sapere che l’ansia e l’agitazione peggiorano l’insonnia raddoppiando la fatica a rilassarsi per prendere sonno, e anche se si riesce ad addormentarsi, un sonno agitato non è un sonno ristoratore. Per tutti questi motivi, è realistico ipotizzare che Michael Jackson avesse necessità di essere molto sedato per riuscire a dormire.

Premesso questo, esaminiamo le informazioni disponibili per provare a dare un senso al suo “essere strano”.

Il fatto che nel corpo di Michael Jackson fossero presenti tutte queste BDZ, ad emivita lunga, media e breve, porta a pensare 1- che Murray gliene somministrasse regolarmente in gran quantità 2- che MJ avesse sviluppato una “Tolleranza” alle BDZ.

Con il termine "Tolleranza" si intende un fenomeno complesso in cui viene meno l’effetto di un farmaco nel tempo (Farmacocinetica), o aumenta il bisogno di aumentare il dosaggio per mantenere l’effetto stesso (Farmacodinamica). Il primo tipo di Tolleranza che si verifica con le BDZ è di tipo farmacocinetico, quindi il farmaco non è più efficace nel tempo, il suo effetto dura poco; poi, si verifica l’effetto Farmacodinamico, ovvero per avere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose del farmaco. Sono 2 concetti interconnessi che vengono racchiusi sotto il termine di Tolleranza. È nozione acquisita che la Tolleranza agli effetti sedativi delle BDZ si sviluppi rapidamente e selettivamente, tanto da far parlare di Tolleranza acuta. Alcuni studi dimostrano lo sviluppo di Tolleranza con particolari effetti sul Sistema Nervoso Centrale entro le 24 ore dall’inizio del trattamento con BDZ. 
Poco si sa della Tolleranza che si instaura con l’uso a lungo termine di BDZ (assunzione cronica), anche se alcuni pazienti sembrano diventare rapidamente tolleranti agli effetti ansiolitici e non riducono le dosi quando lo stress e il disagio appaiono superati, è probabile che questo fenomeno sia più tipico dei trattamenti cronici con BDZ. 
È stato inoltre osservato che la Tolleranza cronica è favorita dalla lunghezza del trattamento e che esiste cross-Tolleranza tra BDZ e farmaci della stessa classe, come barbiturici ed alcol, che però l’autopsia ci dice che a Michael non erano stati somministrati.

Le BDZ, oltre a Tolleranza, possono dare anche Dipendenza. Si definisce classicamente come “Dipendenza farmacologica” la comparsa, alla brusca sospensione di un trattamento farmacologico, di una sindrome clinica definita “Sindrome da Sospensione”.
Le caratteristiche cliniche che definiscono una Sindrome da Sospensione sono nella maggior parte dei casi rappresentate da ansia, irritabilità, disforia, insonnia, tremore alle mani, sudorazione, tachicardia, cefalea e nausea. Meno frequentemente si osservano sintomi più specifici quali ipersensibilità ai suoni di elevata tonalità e alla luce intensa (Michael in TII si lamenta dell’altezza del volume nelle cuffie e porta spesso gli occhiali, potrebbero essere verosimilmente reazioni a suoni elevati e alla luce intensa), parestesie, vertigini, disturbi dell’equilibrio, sapore metallico in bocca. Più raramente, si hanno convulsioni e allucinazioni.
I sintomi si presentano di solito entro la prima settimana dalla sospensione e regrediscono spontaneamente nell’arco di 10-15 giorni.
Tra i fattori di rischio per l’instaurarsi del fenomeno di dipendenza, i più importanti sono: la durata del trattamento e l’impiego di dosaggi elevati (ad esempio, 10 mg al giorno di Lorazepam, PRESENTE nel corpo di Michael). 
È stato dimostrato che il periodo di insorgenza, l’intensità e la durata della sintomatologia che caratterizza la sindrome da sospensione variano a seconda dell’emivita della BDZ. 
Più precisamente, con le BDZ a emivita breve (Midazolam nel caso di Michael) la sindrome insorge più precocemente (in genere entro 1-2 giorni), presenta una maggiore intensità dei sintomi e regredisce più velocemente (entro 5-6 giorni); con le BDZ a emivita medio-lunga (Diazepam per Michael) l’insorgenza è più tardiva (entro 4-8 giorni), l’intensità dei sintomi minore, mentre la loro remissione avviene in un periodo di tempo più lungo (entro 10-15 giorni).
Quanto più a lungo la sostanza è stata assunta e quanto più elevati sono stati i dosaggi usati, tanto maggiore sarà la tendenza a sviluppare una grave astinenza. 
Dosaggi approssimativamente di 40 mg di Diazepam (BDZ trovata nel corpo di MJ) al giorno producono più facilmente sintomi clinicamente rilevanti di astinenza, e a dosi ancora maggiori (ad es., 100 mg di Diazepam ) si verificano più facilmente crisi epilettiche o delirium astinenziali, caratterizzati da disturbi di coscienza e cognitivi, con allucinazioni visive, tattili, o uditive. 
Infine, alcuni autori ritengono che le BDZ a breve emivita (Midazolam per Michael) possano con più facilità indurre fenomeni astinenziali in confronto con le BDZ ad emivita lunga. Marks (1978) descrive due tipi di astinenza da BDZ: 1) una sindrome minore, caratterizzata da ansia, debolezza, letargia, tremori, vertigini, insonnia, nausea-vomito, anoressia, ipotensione posturale e mioclonie, e 2) una sindrome maggiore con delirium, ipotermia e convulsioni. 
Alla stessa stregua dell’alcol, la dipendenza da BDZ può indurre come fenomeni astinenziali: iperattività neurovegetativa, tremori, insonnia, delirium, delirium tremens e crisi di grande male (momenti di estraneamento di cui l’individuo non è cosciente).

Detto questo, e pensando che nel corpo di Michael erano presenti ben 3 tipi di Benzodiazepine, è verosimile ipotizzare che avesse potuto sviluppare astinenza o meglio Sindrome da Sospensione nel caso in cui il trattamento fosse stato sospeso per rendere Michael lucido, con lo scopo per esempio di andare alle prove.

Ma ci sono anche gli effetti indesiderati e la tossicità da sovradosaggio che fanno molto pensare:

gli effetti indesiderati delle BDZ, che sono tra gli psicofarmaci quelli più maneggevoli (e somministrati spesso con leggerezza proprio per questo), molto spesso non sono altro che un’accentuazione delle loro proprietà farmacologiche.
Quelli riportati più di frequente sono: sedazione eccessiva; astenia (stanchezza); diminuzione delle prestazioni (performance) psicomotorie e cognitive; effetti «residui» il mattino successivo all’assunzione di una dose ipnotica, questi ultimi caratterizzati da malessere generale, cefalea, senso di stordimento simile ai postumi di una sbornia (quando il presidente di AEG, Randy Phillips, gettò Michael Jackson sotto la doccia a Londra, dicendo che pareva ubriaco… è possibile fosse “semplicemente” già intossicato dalle BDZ?) e sono definiti nella letteratura internazionale con il termine hang-over.
Più raramente, sono stati riportati: confusione mentale (soprattutto negli anziani); amnesia anterograda; disturbi gastrointestinali; atassia; vertigini; ipotensione; effetti «paradossi» quali irrequietezza psicomotoria e stati di agitazione ed eccitamento (che alcuni follower dicono di aver notato in Michael).

Ma ora veniamo al punto che io ritengo più significativo:

L’ingestione acuta di dosi molto elevate (non terapeutiche) di BDZ non provoca fenomeni tossici tali da compromettere le funzioni vitali. Dal punto di vista della tossicità, tutte le BDZ possono essere considerate abbastanza sicure. L’intossicazione acuta NON provoca, infatti, fenomeni di depressione respiratoria, cardiovascolare o del Sistema Nervoso Centrale (SNC), ma semplicemente astenia muscolare e profonda sonnolenza. Sono stati descritti anche sintomi quali ipotensione ortostatica (calo improvviso di pressione che si verifica passando dalla stazione seduta a quella eretta), ipotermia, stato confusionale, atassia (ovvero scoordinamento motorio, per me visibile in TII nel cosiddetto “passo del Pinguino” che fa Michael) e disartria (difficoltà ad articolare le parole). Gli ultimi 4 sintomi sembrano essere stati tutti presenti negli ultimi giorni di vita di Michael, come testimoniato da Karen Faye, dai follower (che riferivano di averlo visto confuso e “strano”), e, per mia opinione, alcuni visibili anche in TII, come la scoordinazione motoria e l’ipotermia (gli strati di vestiti addosso a fine giugno con temperature di 25 gradi, per di più mentre era in movimento, e la testimonianza del camino acceso in casa).

Non sono stati finora segnalati casi mortali in seguito ad ingestione o iniezione di dosi elevate di BDZ prese DA SOLE, tuttavia, in caso di sovradosaggio (come confermano i risultati autoptici e la testimonianza del tossicologo Anderson al processo AEG) la contemporanea assunzione di farmaci deprimenti il Sistema Nervoso Centrale come barbiturici, analgesico-narcotici, ANESTETCI (Propofol ndr) antidepressivi triciclici, antiepilettici, ecc., può risultare spesso LETALE.
Questo è chiaramente scritto in QUALSIASI foglietto illustrativo e ben conosciuto da ogni medico, ma non da Murray, perlomeno da quanto appare dai fatti.
Il dottor Anderson, durante la deposizione per il processo AEG, ha confermato questa come causa della morte di Michael Jackson.

È oggi disponibile un antagonista specifico delle BDZ, che si è dimostrato in grado di spiazzare le BDZ dai siti recettoriali specifici a livello del Sistema Nervoso Centrale: il Flumazenil, somministrato anche da Murray quando ormai era troppo tardi, ma di cui Murray aveva ordinato in farmacia ben 10 fiale ad aprile 2009, fatto che porta a pensare alla sua consapevolezza che Michael fosse “abituato” ad essere sedato da lui ed avesse bisogno di essere “risvegliato” all'occorrenza.

Inoltre, a giugno 2009 Murray ordinò dal farmacista Lopez 30 capsule di ECA (efedrina, caffeina e aspirina).
L'efedrina, assunta per via orale, agisce a livello del Sistema Nervoso Periferico e Centrale. 
In particolare, tra gli effetti terapeutici registrabili a livello periferico, si hanno vasocostrizione con aumento della pressione sanguigna, aumento della gittata e della frequenza cardiaca, e in ultimo broncodilatazione. A livello del Sistema Nervoso Centrale, l'Efedrina agisce come stimolante, effetto che ne ha determinato l'uso illegale. 
Il soggetto che assume Efedrina, per effetto di un'iperattività del sistema simpatico (quello che si aziona sotto comando dell’adrenalina e noradrenalina, per permettere all'organismo di agire velocemente, ad es. durante un pericolo o una lite), presenta inappetenza, insonnia, avverte poco il senso della fatica, perde peso perché la massa grassa viene attaccata, è in continuo stato di allerta; caratteristiche, queste, ricercate spesso dagli sportivi e dalle persone che vogliono dimagrire, motivo per cui l'Efedrina viene commercializzata illegalmente sotto forma di miscele integrative, soprattutto nelle palestre. La richiesta di Murray al farmacista fu specificamente quella di una “miscela energetica” da banco, che Lopez ottenne aggiungendo caffeina e aspirina all'efedrina.
Queste sostanze hanno gravi effetti collaterali: a livello cardiovascolare, si ha aumento della pressione e dell'attività cardiaca, con grave sforzo delle cellule miocardiche; l'inappetenza a lungo andare può trasformarsi in anoressia; l'insonnia permane anche dopo la sospensione dell'uso della sostanza, perciò l'organismo risente della mancanza delle ore di sonno e in definitiva di riposo; stati di ansietà e nervosismo si concludono con stati depressivi.
Spesso, queste miscele vengono pubblicizzate come supplementi dietetici con proprietà dimagranti, energizzanti e migliorative delle performance atletiche e non. In Italia l'Efedrina è classificata come sostanza dopante, quindi illegale (fonte e ulteriori approfondimenti suhttp://www.my-personaltrainer.it/farmacologia/efedrina-54.htm).
Termini come “perdita della massa grassa”, “inappetenza” e “anoressia” sono stati nominati spesso dai testimoni delle ultime drammatiche settimane di vita di Michael Jackson.

Per avere un quadro il più completo possibile, diamo uno sguardo anche agli studi sull'insonnia.
Dalle ultime ricerche, emerge che uno degli effetti della deprivazione di sonno sono periodi di risposta cognitiva lenta e numerose cadute nei processi visivi. 
In particolare, studi di Neuroimaging (effettuati con la Risonanza Magnetica Nucleare e mezzi di contrasto) hanno dimostrato che i soggetti deprivati da sonno, oltre ad avere più difficoltà a riconoscere gli stimoli visivi corretti, sono più lenti a correggersi, e che periodi di funzionalità apparentemente normale potrebbero dare un falso senso di competenza e di sicurezza, quando in realtà i deficit cognitivi evidenziati potrebbero dare serie conseguenze. 
Ciò significa che una persona che è deprivata del sonno può avere un falso senso di competenza, sentirsi bene e in realtà essere molto rallentato. Vi ricorda qualcuno, per esempio alla conferenza di Londra per TII?
Questo dato arriva dalla prestigiosa rivista Journal Of Neuroscienze da una ricerca effettuata nel 2008 dal Dottor Chee e altri neuroscienziati della Graduate Medical School della Duke-NUS di Singapore.

La sonnolenza rallenta i processi del pensiero. Gli scienziati che hanno studiato a fondo la sonnolenza hanno scoperto che la privazione del sonno riduce il livello di attenzione e di concentrazione. Quando risulta difficile concentrarsi e prestare attenzione, ci si sente più confusi. Questo ostacola la capacità dell'individuo di svolgere compiti che richiedono l'applicazione di un ragionamento logico o di un pensiero complesso. 
La sonnolenza danneggia anche la capacità decisionale. Prendere decisioni diventa quindi più difficile, proprio perché non si è in grado di valutare opportunamente le situazioni e di scegliere il comportamento giusto.
La sonnolenza influisce negativamente sulla memoria. La ricerca suggerisce che le connessioni nervose, che stanno alla base dei nostri ricordi, si rafforzano durante il sonno. Il sonno incorpora nella memoria a breve termine le cose che abbiamo imparato e vissuto nel corso della giornata. Sembra che le differenti fasi del sonno svolgano ruoli diversi per quanto concerne il consolidamento di nuove informazioni nella memoria. Se il sonno è disturbato o viene interrotto, è inevitabile che il tutto si ripercuota su questi cicli. Quando si è assonnati, si dimenticano spesso le cose e si tende a sbagliare con più facilità. L'incapacità di concentrarsi, dovuta alla privazione del sonno, inoltre, indebolisce ulteriormente la memoria. 
Una pessima qualità del sonno rende più difficoltoso l'apprendimento. La privazione del sonno influisce sulla capacità di apprendimento in quanto, in considerazione dello scarso livello di concentrazione, risulta più difficile recepire nuove informazioni e, di conseguenza, l'efficienza del meccanismo di apprendimento viene inevitabilmente compromessa. Anche la memoria, fondamentale per l'apprendimento, ne risente. La sonnolenza rende i tempi di reazione più lenti, un problema particolarmente rischioso quando si è alla guida di un veicolo o quando si svolgono attività lavorative (e non) che richiedono tempi di reazione veloci.

L'impatto su umore e salute mentale
La carenza di sonno può alterare l'umore in modo significativo. Essa provoca irritabilità, rabbia e può ridurre la capacità di far fronte ad episodi di stress. 
Con l'andare del tempo, le alterazioni della memoria, dell'umore e di altre funzioni possono diventare croniche influendo negativamente sull'attività lavorativa e sui rapporti interpersonali.
La sonnolenza cronica aumenta il rischio di depressione. Uno studio condotto dai ricercatori della University of North Texas ha scoperto che le persone che soffrono di insonnia presentano una probabilità 10 volte superiore di sviluppare depressione e una probabilità 17 volte superiore di soffrire d'ansia.
La privazione del sonno e la depressione sono così strettamente correlate fra di loro che gli specialisti del sonno spesso hanno difficoltà ad identificare quale dei due fenomeni sia comparso per primo nei loro pazienti. Il sonno e l'umore si influenzano a vicenda. Non è raro che le persone che non dormono a sufficienza siano depresse, così come è altrettanto comune che le persone che soffrono di depressione non riescano a dormire a sufficienza.

Concludendo: Michael soffriva di insonnia cronica, peggiorata dall'ansia, e le BDZ servivano per cercare di farlo stare meglio perché non poteva accusare i sintomi da deprivazione di sonno in quanto non avrebbe potuto lavorare bene né concentrarsi, quindi le dosi di BDZ erano alte e, come abbiamo visto, dosi troppo elevate creano effetti collaterali non da poco, sia dovuti al sovradosaggio che alla Tolleranza che all'Astinenza (indicate in maiuscolo perché ci si riferisce alle relative Sindromi spiegate sopra nel dettaglio). 
Per “aiutare” Michael nelle sue prestazioni artistiche e durante le prove, Murray decise di “dargli una mano” a non essere stordito dalle BDZ, che lui gli somministrava in grandi quantità, dandogli dell'Efedrina, sostanzialmente dopandolo e peggiorando così non solo lo stato d’ansia, ma soprattutto l’insonnia, finendo col generare un circolo vizioso.

A un certo punto, Murray iniziò a somministrargli un anestetico (il Propofol) per vedere se sotto anestesia il povero Michael sarebbe riuscito a riposare, poiché lamentava l'impossibilità di fare un sonno regolare da mesi, e le alte dosi di BDZ e l’uso massiccio di anestetico (in 2 mesi, Murray richiese al farmacista 255 fiale!!!) dimostrano proprio questo, altrimenti non ci sarebbe stato alcun bisogno di utilizzarli insieme (ma ricordiamo che, secondo AEG, MJ stava benone…)
Il Propofol, come tutti gli anestetici, non dà un sonno ristoratore, ma un sonno artificiale, chimico, in cui il paziente non può avere le varie fasi del sonno che si succedono con regolarità e frequenza (qui è possibile trovare una spiegazione ben fatta del sonno e delle sue fasi http://www.dimensionesonno.it/dormirebene_qualitaequantitadelsonno.html), quindi non può godere di un vero e proprio "riposo".
In NESSUN trattamento per l’insonnia esiste l’uso di anestetici, anche perché, come abbiamo visto, il trattamento d’eccellenza per la cura farmacologica dell’insonnia, secondo i manuali di psichiatria, è l’uso delle BDZ e risulta pericolosissimo utilizzare farmaci ipnotici in pazienti già sedati da BDZ, quindi l’anestetico proprio no.

E allora perché mai Murray usò il Propofol?? Totale incompetenza?? Disperazione perché chi sborsava i soldi per pagarlo gli imponeva di fare di tutto per far stare buono Michael Jackson e farlo riposare??

2 processi hanno fornito prove a sufficienza per capire quali siano stati i ruoli del dottor Murray e della società che lo ha assunto, AEG, il cui presidente Phillips battezzò i concerti del TII un momento "DO OR DIE" (farli o MORIRE) per Michael Jackson.

In quest'ottica, si rende necessario lo sforzo, per quanto doloroso sia, di capire cosa possa aver causato la “stranezza” di Michael Jackson nei suoi ultimi mesi di vita, ed è questo che spero di essere riuscita a fare nel presente articolo.

 

Postilla: Ho approfondito con una collega medico legale le questioni relative al peso di Michael Jackson riscontrato dall'esame autoptico, circa 62 kg, e al conseguente BMI (indice di massa corporea), di poco superiore al 20.

Pur tenendo presente la testimonianza del dottor Rogers, che ha eseguito l’autopsia, nel processo AEG, secondo cui il peso può essere variato perché i fluidi ricevuti da Michael Jackson durante i tentativi di rianimazione possono aver influito sul dato da lui rilevato, e che comunque, quando il corpo di Michael Jackson è arrivato all'obitorio, era già cambiato tutto rispetto al momento in cui era su quel letto dove Murray lo ha ammazzato, non può verosimilmente aver subito variazioni molto rilevanti, questo perché è stato analizzato dopo 24 ore dalla morte e dopo una corretta conservazione in frigorifero.

Il rilevamento del BMI nelle autopsie è insolito, perlomeno in Italia, dove si privilegia il calcolo della percentuale di grasso corporeo e di massa muscolare, in quanto ritenute più affidabili e rilevanti. Sul corpo di Michael Jackson questi dati durante l’autopsia NON sono stati rilevati, come precisato dallo stesso tossicologo che ha analizzato i dati autoptici, l’ormai noto dottor Anderson, e questa mancanza è quanto meno strana.

Ricordo che un BMI superiore al 20, come quello rilevato su MJ, indica un individuo normopeso, mentre un individuo sottopeso ha un BMI inferiore a 18 e uno sovrappeso sopra il 24. Il calcolo del BMI si fa moltiplicando l’altezza in cm al quadrato, e dividendo per il peso in kg, ma sul web sono facilmente consultabili dei calcolatori automatici. Io sono alta 175 cm (come Michael) e peso 55 kg, il mio BMI risulta pari a 18, al limite del sottopeso, ma nessuno mi descriverebbe uno scheletro, come invece viene definito MJ nelle email dello staff del TII, delle follower e dello stesso Phillips, e come può vedere chiunque guardando le sue foto degli ultimi giorni. Tutti i testimoni dell'epoca hanno riferito che aveva sempre freddo, ulteriore prova di mancanza di grasso sottocutaneo. Su tali basi, ritengo molto improbabile che potesse pesare più di me, anche considerando una massa ossea e muscolare maggiore della mia, che quindi pesa di più, sono appunto le percentuali di massa grassa e massa muscolare quelle che contano per avere un'idea chiara del suo stato di salute, dati che nella sua autopsia stranamente mancano!
Può anche essere che il suo peso fosse intorno ai 60 kg (io, però, resto fortemente scettica), ma di ossa e muscoli, e se la massa grassa era pochissima, era comunque sottopeso.

In questo ambito possiamo solo fare delle ipotesi sui dati che abbiamo, nessuna presunzione di certezze, ma davvero non torna che il dato sulla massa grassa, che solitamente, per prassi, è fondamentale rilevare in un'autopsia, per Michael Jackson non sia disponibile. Forse hanno avuto paura che si sancisse con un dato scientifico la realtà di quanto fosse denutrito?!

Ripeto che si tratta solo di ipotesi, ma il dubbio su questi dati resta perché a sovrastare ogni fredda analisi sui numeri, c'è una sola devastante certezza: Michael Jackson NON doveva morire, Michael Jackson è stato ucciso!

 

Bibliografia:
1. “Abuso e dipendenza da benzodiazepine”Luigi Janiri, Gabriella Gobbi Istituto di Psichiatria e Psicologia, Università Cattolica del Sacro Cuore – Roma
2. Bellantuono C, Tansella M (1993) Gli psicofarmaci nella pratica terapeutica (III ed), Il Pensiero Scientifico, Roma. 
3. Costa E (1991) The allosteric modulation of GABAA receptors. Seventeen years of research. Neuropsychopharmacology4: 225-235. 
4. Greenblatt DJ, Schader RI (1975) Treatment of the alcohol withdrawal syndrome. In: Manual ofpsychiatric therapeutics,
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