La verità sulla vita

“Just because you read it in a magazine or see it on the TV screen don't make it factual “, ovvero: “Solo perché lo leggete su un giornale o perché lo vedete in TV non vuol dire che sia la verità”.

Questo ci dice Michael in una delle sue canzoni, e questo è uno dei messaggi che ha sempre provato a trasmetterci con la sua Arte, e non solo. Nei suoi discorsi al pubblico e nelle sue interviste, Michael ha sempre cercato di far capire all’opinione pubblica quanto fosse distorta, e così lontana dalla realtà, l’immagine che i media hanno dipinto di lui.

Ciò che ci proponiamo in questa sezione è di portare avanti la sua battaglia per ristabilire la verità sulla sua vita, dimostrando a tutti che Michael non era una sorta di scherzo della natura, un freaky boy che dormiva in una camera iperbarica per vivere fino a 150 anni; non era un padre irresponsabile che mascherava i propri figli per stravaganza; non si è sbiancato la pelle nel tentativo di rinnegare le sue origini afro-americane e non è mai stato un pedofilo.

Su falsità come queste i media hanno mostruosamente deformato la figura di Michael nell’unico esclusivo interesse di guadagnarci il più possibile perché, come lui diceva, “sentono che sono le cose negative a vendere. Per loro, le buone notizie non vendono.”

Ed aveva ragione.

E’ per questo che sui giornali non troveremo mai un articolo che riporti in maniera disinteressata i risultati del suo referto autoptico, dai quali emerge che il suo viso presentava solo delle cicatrici ai lati del naso e delle orecchie, a testimoniare che le centinaia di operazioni chirurgiche attribuite a Michael sono soltanto delle misere speculazioni, e che soffriva di vitiligine, una malattia che determina la progressiva distruzione della pigmentazione della pelle e che è stata la SOLA causa per la quale il colore della sua pelle è cambiato nel tempo. Sempre questo è il motivo per cui non sentiremo mai che Michael aveva deciso di proteggere i volti dei suoi bambini dopo aver ricevuto numerose minacce anonime di rapimento e perché era stata la madre dei suoi figli maggiori, Prince e Paris, a richiederlo espressamente. Ed è ancora per la stessa ragione che mai nessun mezzo di informazione, o forse sarebbe meglio dire di dis-informazione, chiarirà in modo inequivocabile, come inequivocabili sono i fatti che lo dimostrano, che le accuse di pedofilia subite da Michael nel 1993 furono soltanto il risultato di un tentativo di estorsione ai suoi danni e che quelle del 2003, sfociate in un regolare processo che si svolse nel primo semestre del 2005 e si concluse con una piena assoluzione per tutti i capi di accusa, era parimenti basato su menzogne.

Come rivendicazione del suo diritto di essere rappresentato con onestà e del nostro di ricevere una corretta informazione sentiamo la necessità di contrastare la vergognosa condotta dei media, quella “macchina del fango” che si nutre della nostra pigrizia nell’approfondire le notizie e strumentalizza ciò che più ritiene utile alle sue logiche opportunistiche.

Nel caso di Michael, il gossip è stato l’elemento con il quale tutti hanno deliberatamente sommerso la verità sulla sua vita perché tutti hanno voluto sempre e soltanto partecipare a quel circo mediatico dove più c’era risonanza alle calunnie su di lui, più grande era lo scandalo, più lauti erano i profitti.

Nell’assolvere il nostro impegno, quello che ci preme in particolar modo è esporre i fatti in maniera obiettiva perché, pur essendo suoi ammiratori o sostenitori, cercheremo di spiegare, di raccontare la vita di Michael Jackson da un punto di vista imparziale, con la forza delle prove e dei dati inconfutabili, proprio per sopperire a quello che per i media sarebbe un dovere e che invece con lui, e non solo con lui, è diventato un vantaggioso sistema di mistificare la realtà.

Allo stesso modo, preghiamo voi di accogliere i documenti e gli articoli che vi proporremo con la massima apertura mentale, sforzandovi di mettere da parte i pregiudizi per valutare altrettanto obiettivamente quello che leggerete.

“Before you judge me, try hard to love me” - “prima di giudicarmi provate ad amarmi”: questo ci chiedeva Michael e questo è ciò che anche noi vi chiediamo di provare a fare.

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