Michael Jackson e pedofilia: nuove prove? NO, nuovo linciaggio dei media

È cominciato tutto con un articolo di Radar Online, sito americano di gossip: il nome di Michael Jackson nel titolo, la calunnia dall’impatto emotivo più forte, l’artificio più inflazionato della stampa scandalistica. Il Re del Pop come re dell’orrore riadattando gli arcinoti rapporti della polizia di Santa Barbara del 2003 – già resi pubblici in corso del processo del 2005, dove ogni elemento di quei rapporti passò al vaglio della giuria che trovò Michael Jackson non colpevole per tutti i 14 capi d’accusa – al bluff dell’inedito con fotografie mai viste: sì, perché false e truccate.

Bugie costruite ad arte nella settimana del 7° anniversario della sua morte, quando Michael Jackson torna un hot topic. Bugie che i media del mondo divorano nella caccia sfrenata al click istantaneo con il più sfacciato dei copia/incolla, che di verificare cosa riverbera nemmeno si preoccupa. E quando la partita di caccia si chiude con il pieno di lettori che abboccano, Michael Jackson finisce pure sui siti di notizie sportive e addirittura in prima pagina nelle edizioni cartacee.

È il gioco al massacro di un uomo innocente che va avanti da più di 30 anni e non si è fermato né con il NOTHING – NESSUNA PROVA - sancito dalle indagini dell’FBI e di tutti gli altri organi competenti degli Stati Uniti, né con l’assoluzione piena, né con la tragica morte per omicidio.

Michael Jackson, da vivo e da morto, subisce sistematicamente l’abuso dei media. Qui, ancora una volta, ne mostriamo le prove.

Dal blog vindicatemj:

“Confrontando le pagine di apertura dei rapporti della polizia, la prima cosa che si nota sulla versione ripubblicata da Radar Online è una nota scritta a mano che indica che le pagine da 1 a 3 mancano. Questa nota non è stata fatta dalla polizia perché i rapporti originali pubblicati nel 2005 sul sito della Corte Suprema di Santa Barbara includono la pagina 3. Questo significa che nella versione di Radar quella pagina è stata deliberatamente cancellata”.

 

In realtà, verificando la conclusione del blog suddetto abbiamo scoperto che la pagina 3 di quei rapporti non è stata cancellata da Radar: quello che hanno fatto è stato post-porla dopo la pagina 6. Quindi, è stata aggiunta una nota manoscritta per indicare che le prime 3 pagine sono mancanti, ma la pagina 3 risulta poi inclusa nella documentazione, solo spostata dopo la pagina 6.

 

Perché questo gioco di prestigio?

Semplice: perché l’ultimo paragrafo della pagina 3 comincia con queste parole: “Nessuno dei materiali descritti sopra rappresenta un illecito. Nessuno incontra i requisiti di legge per essere considerato pedopornografia”.

Mentre la prima frase che il lettore di Radar si trova davanti aprendo i loro documenti è: “per molestare i bambini) sono in grado di abbassare le inibizioni delle loro vittime desiderate facilitandone l’abuso”.

 

Ma, come dicevamo prima, Radar Online si è spinta anche oltre nel suo linciaggio di un uomo innocente che non può più difendersi, sparpagliando tra questi rapporti fotografie che non hanno mai avuto nulla a che fare con Michael Jackson. La smentita è arrivata subito dallo stesso Dipartimento di polizia di Santa Barbara, che ha riconosciuto tra i loro documenti “contenuti presi da internet o da fonti ignote. L’ufficio dello Sceriffo rilasciò all’accusa e alla difesa tutti i suoi rapporti e le sue fotografie come parte del discovery richiesto” ai tempi del processo del 2005.

Tra questi contenuti, un’immagine dell’artista canadese Jonathan Hobin, che ha denunciato Radar Online su Instagram e su Twitter per aver cercato di distorcere il significato della sua opera contro Michael Jackson, arrivando persino a inventarsi il ritrovamento a Neverland nel 2003 di una sua fotografia del 2008 che ha debuttato in pubblico nel 2010!

Hobin ha chiesto ai media: “Chi vuole la vera storia?”

 

Dopo essere riuscito a spiegarla a un sito del suo paese, ha invitato i fan di Michael Jackson a rafforzare la sua richiesta perché la verità avesse la stessa risonanza delle bugie. Risultato?

“Più di 1.000 tweet e i media non ascoltano”

 

E ancora tra le fabbricazioni di Radar, la pagina del libro di foto artistiche “Bidgood” ritrovato a Neverland rimaneggiata per far sembrare che i giovani ragazzi ritratti fossero nudi!

Smentiti e smascherati su più fronti, i ciarlatani di Radar Online non hanno potuto fare a meno di eliminare le fotografie dai loro documenti e delle 88 pagine del primo articolo sono rimaste 61 pagine dei verbali della polizia che, torniamo a ripetere, sono ben noti da più di 10 anni e non registrano alcun materiale pedopornografico o illegale ritrovato a casa di Michael Jackson.

Nonostante la comprovata assenza di credibilità, il circo di Radar Online continua ad andare avanti, pubblicando ogni giorno stupidaggini che un minimo di fact checking e, possiamo dire, anche di buon senso - il solo possesso di pedopornografia è un reato federale negli Stati Uniti e Michael Jackson sarebbe stato sbattuto dritto in prigione! - riescono a smontare completamente nel giro di poco, se solo i media oggi facessero davvero informazione e avessero un briciolo di etica per mostrare a Michael Jackson il rispetto che merita.

Quando l’Huffington Post americano ha rifiutato di pubblicare l’articolo della nostra petizione per chiedere al Congresso degli Stati Uniti di dare finalmente a Michael Jackson l’onorificenza ufficiale di icona culturale e filantropica – articolo che si può trovare qui sull’Huffington Post Italia: http://www.huffingtonpost.it/2016/05/30/la-petizione-su-changeorg_0_n_10207230.html -

il sentore che qualcosa di spiacevole sarebbe accaduto lo abbiamo avuto.

In questo stesso intervallo di tempo, abbiamo rilevato un tentativo di sabotaggio alla petizione, di cui la piattaforma Change.org è stata immediatamente avvertita. Hanno aperto un’indagine e la conferma dell’attacco spam, che ha eliminato dal sistema circa 1.000 firme, è arrivata qualche ora dopo che Radar ha postato il suo primo articolo “rivelatore”. Di cosa? Di menzogne su Michael Jackson, quelle che però continuano a fare molto più rumore della verità.

Probabilmente, non esiste nessuno al mondo la cui vita privata sia stata più scrutinata e scandagliata della sua. Decenni di indagini e tortura mediatica e alla fine lui ha sempre dimostrato la sua innocenza.

Michael Jackson è morto, dopo solo 4 anni dal processo ingiusto che ha subito: I VERI COLPEVOLI QUANDO PAGHERANNO?

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