LE IDI DI MARZO: SULLA VENDITA DEL CATALOGO DI MICHAEL JACKSON di Syl Mortilla

 

Post originale di Syl Mortilla: http://sylmortilla.com/2016/03/21/the-ides-of-march/

Il 15 marzo era una data adatta per l'annuncio della vendita a Sony Music della preziosa quota del 50 per cento del catalogo Sony/ATV di proprietà di Michael Jackson. E a un prezzo scontatissimo, guarda caso opportunamente svalutato per coprire esattamente l'importo dell'ammenda fiscale contestata all'Estate dall'IRS, l'Agenzia delle Entrate degli Stati Uniti. Con giusto due milioni in più buttati lì forse come bonus per il responsabile della deliberata cattiva amministrazione dell'Estate.

Perché il 15 marzo segna le idi di marzo. Il giorno in cui Giulio Cesare pronunciò le parole "Anche tu, Bruto?" riconoscendo il suo amico Bruto tra gli assassini che avevano cospirato per ucciderlo.

Naturalmente, non ci sarebbe stato nessun "Anche tu, Branca?".  Michael si era reso conto da tempo che l'avvocato doppiogiochista non era suo amico. Per questo Michael lo aveva licenziato per conflitto di interessi, visto che lui rappresentava contemporaneamente anche la Sony Music mentre Michael protestava contro la stessa. E per questo Michael alzava la voce con le persone che solo facevano il nome di Branca, insistendo sul fatto che Branca fosse in combutta con Sony Music e Sneddon per aiutarli a portare le accuse di abuso su minore contro di lui.

Inoltre, nella sua canzone 'In The Back' non occorre chissà quale immaginazione per capire a chi Michael si stia riferendo quando canta che lui sta ancora cercando di "fare i conti con i fuochi che loro hanno appiccato". In effetti, una vita di contenziosi in tribunale è inevitabile quando il tuo proprio avvocato cospira contro di te. Né è inverosimile immaginare chi potrebbe essere quel "Johnny" al quale Michael fa riferimento in 'Superfly Sister' - un "Johnny" che sta "implorando: per favore, mantieni quel fratello in ginocchio".

Eppure - lo ricordo di nuovo - nel testamento che risulta firmato da Michael a Los Angeles mentre lui era dimostrabilmente a tremila miglia di distanza, a John Branca è assegnata la gestione dell'Estate di Michael in caso di sua morte.

Un tale tragico colpo di scena è ciò che ha determinato che i veri fan di Michael non compreranno mai più nulla di quello che viene rilasciato nel suo nome. Il pensiero di riempire le tasche di quei criminali mi fa sentire male fisicamente.

Michael è stato ucciso per il suo catalogo. Lui ci ha detto esplicitamente che sarebbe accaduto questo.

La morte di Giulio Cesare segnò l'inizio di una guerra civile, anche se come solo ci possa essere una sorta di guerra civile tra i fan di Michael Jackson è al di là della mia comprensione. Semplicemente non riesco proprio a immaginare quale possa essere l'atteggiamento mentale di una qualsiasi fazione che difenda questo eclatante danno alle volontà di Michael e al suo lavoro di una vita.

Chi è questa gente? Ci possono essere davvero abbastanza di questi avidi imbecilli da formare un esercito? Ma indipendentemente da ciò, la loro battaglia è immorale; la loro Estate è costruita sulla sabbia.

Branca ha trionfato come prestigiatore, sia con la sua farsa impassibile che con il suo aplomb, offrendo semplicemente un numero sufficiente di esplosioni scintillanti per distrarre abbastanza gente in suo sostegno mentre lui vedeva Sony Music sul traguardo.

E Branca sta continuando con questa tecnica, con i figli di Michael a pagarne le conseguenze. Dopo aver reso pubblica, ancora una volta, la sua posizione contro Sony, Paris Jackson è improvvisamente diventata vittima di diffamazione da parte dei media che raccontano che il suo nuovo ragazzo sia un razzista.

Sempre nella stessa settimana, Prince Jackson ha preparato il lancio della sua nuova società di produzione: "Società di Produzione del Figlio del Re".

Ed è qui che sopravvive qualche speranza.

Perché, nella guerra civile al tempo dei Romani, il trono alla fine fu vinto dal figlio di Giulio Cesare.

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