INNER MICHAEL: ANCHE I MEDIA SONO UNO SPECCHIO

Traduzione articolo MEDIA TOO IS A MIRROR di Barbara Kaufmann del 9 aprile 2015 http://www.innermichael.com/2015/04/media-too-is-a-mirror/

Qualcuno mi ha scritto, inviato link e chiesto che dicessi qualcosa sull’etica del giornalismo, visti i recenti scivoloni di integrità nel Giornalismo, citando in particolare l’articolo della rivista Rolling Stone su una donna di nome Jackie e il suo stupro presso il campus dell’università della Virginia. Una storia che poi è stata screditata.

Nello specifico, il lettore voleva che scrivessi delle ingiustizie giornalistiche mirate contro Michael Jackson. Mi è stato inviato un articolo di un sito di fan di Jackson nel quale si chiamano i fan all'azione per rimediare alle ingiustizie scagliate contro di lui nella sua vita e affrontare le bugie sul suo conto, sia le solite che continuano ad essere ripetute sia quelle nuove. C’è particolare indignazione per un recente articolo architettato da una persona nota per essere un hater e un detrattore di Michael Jackson, che si presenta come un "amico di famiglia" di Jackson.

 

In realtà, io scrivo sull’etica del giornalismo da quasi 6 anni ormai. E da 6 anni sto invitando a un’azione matura e ragionata. Il programma "Parole e violenza", una riserva di fonti di più di 600 pagine, è stato ispirato dallo spaventoso trattamento criminale e borderline di Michael Jacskon e Lady Diana Spencer ad opera dei media. Michael Jackson rappresenta di fatto l’icona del ragazzo vittima di bullismo. Infatti, una volta lui era lo specchio e la discarica per le ombre dell'intera umanità. Per alcune persone incapaci di fare i conti con le proprie ombre o di sopportare la bestia (il lato oscuro del loro ego) che è in loro, ancora lo è. Quello che le persone scrivono e dicono di Michael Jackson parla a gran voce di quello che LORO stessi sono. Egli è ancora lo specchio.


Ho anche esteso il mio invito, ormai da 6 anni, affinché la gente prendesse seriamente quella richiesta di un cambiamento e ho sollecitato quell’organizzarsi tra gente comune e quel muoversi insieme che altri siti stanno invocando adesso. Solo che io l’ho fatto prima che la comunità dei fan fosse fratturata da lotte intestine e dispute territoriali - come se davvero una fazione o una persona possedesse Michael Jackson e concorresse per la posizione di difensore per eccellenza.

"Michael Jackson" non appartiene a nessuno; lui appartiene al mondo. Le fratture derivano dall’insicurezza e da un'immaturità dell’ego umano che brama riconoscimento per rafforzare la necessità di una vita piena di significato. Createvi una vita di significato PROPRIO. Usate la vostra vita per creare qualcosa nella luce, che spinga l’umanità in avanti ed evolva l’umano in umanità, non che aggravi l'immobilità o porti ancora più oscurità.


Una volta c'era uno sforzo collettivo da parte degli ammiratori di Jackson che era potente nel suo messaggio e nella sua portata. Questo prima che i più recenti fan, distanziati e disinformati più che mai, cominciassero a insultarsi e ad attaccare coloro che erano, o avrebbero dovuto essere, alleati. Di recente è appena successo di nuovo e mi è stato riferito di come qualcuno, la cui reputazione prima era impeccabile, all’improvviso si sia rivoltato contro altri fan e la cosa si è messa male.


Il lavoro di "Parole e violenza" parla da sé. Indaga sul giornalismo e la sua etica, dagli inizi della stampa ad oggi, come parte dell’arte del bullismo in tutte le sue incarnazioni. E’ stato ispirato, e ha preso vita, grazie a Michael Jackson. E in questo spazio dove si esplora la sua vita, la sua arte e il suo impatto sul mondo, con una ricchezza di esperienza nell’organizzarsi tra gente comune e in una comunità e nella diplomazia internazionale, ho sollecitato ripetutamente un'azione organizzata concreta e non violenta. Ma dev'essere il giusto tipo di azione non violenta o è destinata a fallire. Essa deve iniziare con “controllate voi stessi”.

 

Parole e violenza mass media


I fan che accusano altri sostenitori o diventano gelosi dell’attenzione data ad altri, o utilizzano un linguaggio minaccioso o violento, o usano brutti appellativi o si dedicano a malevoli discussioni pubbliche in luoghi come Facebook o Twitter non rappresentano Michael Jackson. La ricerca dimostra che Michael Jackson era un’anima gentile, amorevole e spirituale. Se non riuscite a rivendicare quei tratti come parte del modo in cui voi stessi conducete la vostra vita nel mondo, allora non fate finta di conoscere o rappresentare Jackson.


"Parole e violenza" è ricco di risorse. Gran parte di esso è diretto all’etica e al giornalismo, ma si applica a chiunque metta mano alla penna o le dita alla tastiera. L’anonimato di Internet non è una scusa per vomitare veleno immaturo e vile sugli altri. E come qualcuno che ha speso anni a indagare su questo caso di bullismo - il più grande e feroce che il mondo abbia mai conosciuto - posso dire che Michael non ne sarebbe fiero.

L’opportunità per un attivismo comune e l'invito ad esso restano dal 2009. Per molto tempo ho chiesto agli ammiratori di Jackson di organizzarsi contro la tirannia dei media. Ma quando quelli che hai chiamato a dare il loro contributo per cambiare un paradigma e farsi avanti per cambiare il mondo praticano loro stessi il proprio marchio di tirannia, la chiamata non può rivelarsi utile. E’ dannoso per Jackson, la sua memoria, la sua reputazione, i membri della sua famiglia e tutti i fan, ma in particolare per tutti coloro che sanno come comportarsi con dignità. E’ una sorta di ferita e fa male. Ha ferito e fatto del male e molti. Ed è stata la causa per cui molti hanno lasciato la “famiglia”, perché hanno dovuto allontanarsi dalla cattiveria per la loro propria salvezza.


Ciò che è veramente triste riguardo a questo è che c’è una formula per raggiungere la massa critica nella coscienza e tutto quello che ci vuole per conseguire questo sono 8.000 anime vere e sincere. I fan di Jackson sono sempre stati milioni. E loro lo conoscevano bene, abbastanza bene da sapere che essere incivili con chicchesia non era nel suo stile.


E' tutta una questione di integrità. Lo è sempre stata. Se l’integrità è compromessa, c’è un altro tipo di danno ed è molto diffuso. Lasciatemi spiegare..

Il danno nella storia del Rolling Stone, sia nell’origine che nelle reazioni, è in ciò che non fa. L’incidenza degli stupri nei campus è reale. Parliamo di "date rape" e "date rape drugs" (I "date rape" si riferiscono nello specifico a quegli stupri successivi a una sorta di relazione di conoscenza fra le parti coinvolte. Sono stupri che avvengono in prevalenza proprio nei college universitari, dove si verificano frequentemente quando sono coinvolti alcol e/o "droghe da stupro, ndt). Le drighe da stupro più comuni, chiamate anche “droghe da club” - che sono la Flunitrazepam (Rohypnol), chiamata anche Roofies (benzodiazepina usata come ipnotico e sedativo, ndt); l'acido gamma idrossibutirrico (GHB), chiamato anche ecstasy liquida; e la Ketamina, chiamata anche Special K - sono molto reali e sono usate per rendere le donne incapaci di resistere all'aggressione sessuale o addirittura di ricordarla. Queste droghe possono essere in forma di pillole, liquidi o polveri http://www.medicinenet.com/script/main/hp.asp

 


Secondo “One Billion Rising”, un movimento formato da donne di tutto il mondo che chiede di mettere fine alla violenza contro le donne, una donna su 3 sarà vittima di violenza nella sua vita. Una su 3! O tu, o una delle tue 2 amiche sarà una vittima. Perciò, pubblicare una storia falsa non aiuta a cambiare questa statistica. Al contrario, peggiora le cose perché dà l’idea che è esagerato parlare di stupro nei campus, o in qualsiasi altro contesto istituzionale del resto, come ad esempio in quello militare. No, non lo è.

 

 

Ma ecco il vero pericolo in quello che sta succedendo...

 

Finchè le persone si comporteranno senza integrità e dignità, la stampa scandalistica avrà un pubblico. E' proprio su questo che contano quando pubblicano storie volgari o inventate. Si appellano al peggiore comune denominatore della natura umana. Essi smerciano oscurità. La ragione per cui fanno questo è che essi sanno che gli esseri umani si abbandoneranno all’oscurità quando viene coinvolto l’ego. L’anima e l’ego sono 2 diversi aspetti dell’essere umano. Quando l’ego si sente offeso, ferito o disprezzato, reagisce. E reagire non è lo stesso di ragionare. Il lato oscuro dell’ego è infantile, pretenzioso e cattivo.

I tabloid e i media stile tabloid fanno un cattivo servizio all’umanità per il loro mettere in mostra e rafforzare in questo modo il lato oscuro della natura umana. Pensate a cos'è prominente nella nostra cultura e a ciò che viene usato per i titoli: il sensazionale, lo scabroso, l'impressionante, lo scandalo...

I media hanno uno slogan: "Se c'è sangue, vende", il che significa che la storia principale sarà quella più sensazionale e se include morti e feriti, la gente graviterà intorno ad essa.

 


Ma se questa macabra curiosità è una parte della natura umana, c’è un’altra parte innata della natura umana - l’ombra luminosa. E questa è la parte dell’essere umano che è generosa, amorevole, gentile, brillante, giusta e spiritualmente matura. Quale parte alimentano i media? E’ come quel vecchio rompicapo: cosa è nato prima, l’uovo o la gallina? Quando parliamo di media, il perpetuarsi di storie oscure e il nutrire i consumatori con esse incrementa l'appetito per l’oscuro? Oppure c’è un appetito per l'ombra luminosa?

 


E’ incoraggiante che Brian Williams sia stato chiamato in causa, che la rivista "Rolling Stone" sia stata chiamata in causa e "Politico" cita anche questi: Janet Cooke di “Washington Post”,” I diari di Hitler” (edizioni varie); Stephen Glass di “New Republic", "George" e, guarda un po', ”Rolling Stone”; Jayson Blair del "New York Times"; Jack Kelley di "Usa Today”; la serie della NBC "Exploding pickup truck";  la storia sull'operazione "Tailwind" della CNN; le notizie date dalla CBS sul "Rathergate"; la storia di Mike Daisey relativa all'azienda Apple su “This American Life”; Jonah Leher (notizie inventate nel suo libro) e ancora la CBS (Lara Logan sull'attacco a Bengasi) http://www.politico.com/magazine/story/2015/04/rolling-stone-rape-columbia-report-116714.html#ixzz3WnnDmH1Y

 

Forse l’appetito per l’oscuro sta diminuendo? Se questo è vero, allora Rupert Murdoch si troverà presto senza lavoro. Quest’uomo ha fatto la sua fortuna sull'esibizione delle disgrazie altrui, capitalizzando sulla miseria umana e rivendendo il sudicio. Chi farebbe della sua missione di vita il riempire le masse di miseria e disgrazia? Chi vorrebbe smerciare, e con premeditazione, la miseria umana agli esseri umani? Chi interferirebbe deliberatamente con l’evoluzione del genere umano e lo tratterrebbe dal raggiungere il suo destino spirituale? Che cosa ha fatto questo uomo come contributo che ne valesse la pena o fosse utile per questo mondo? Ha venduto speranza o danno?

Ecco dove ci troviamo: ad un bivio di scelte monumentali con conseguenze monumentali.

L’unico modo per fare un cambiamento positivo è muoversi verso qualcosa che rappresenta la luce. Michael Jackson ha incoraggiato questo in tutti coloro che ha incontrato.

Ci sono innumerevoli storie straordinarie sul suo essere mentore e la sua filantropia.

 

 

Se i media devono cambiare e muoversi verso l’integrità, allora noi (la gente) dobbiamo chiederlo, ma siamo anche obbligati a dimostrarlo, ad eseerne un esempio. Ed è qualcosa che dobbiamo chiedere SEMPRE.

 

I fan possono fare la differenza, ma deve essere fatto con integrità. E deve essere fatto per chiunque, ogni storia oscena o discutibile -  non solo su Michael Jackson - deve essere chiamata in causa. Informatevi sul giornalismo, sui media e sui tabloid, in modo da sapere qual è il vostro obiettivo e quali domande dovete fare. E siate costanti. Cercate le informazioni di contatto su un sito web, di solito alla fine della pagina, e scrivete all’editore o ad una persona che abbia autorità. Siate professionali, rispettosi ed educati (anche quando loro non lo meriterebbero), e quando scrivete, tenete a mente che state rappresentando tuti i fan e lo stesso Michael Jackson. Ma, cosa più importante di tutte, voi state rappresentando il passaggio dall’oscurità alla luce. Quindi sì, naturalmente partecipate alla chiamata all’azione per chiedere ai media di essere più responsabili. Non servono bulli. Il primo passo in questo tipo di lavoro è guardare innanzi tutto quali notizie e quale cultura voi stessi fate circolare.

Chiedere ai media di ripulire il loro modo di agire mentre voi vi accanite e vomitate odio e gelosia e PUBBLICATE PAROLE CHE FANNO DEL MALE AGLI ALTRI O CERCANO DI ROVINARLI è ipocrisia.

 

 

Se siete ipocriti, perdete ogni credibilità.


Parole e violenza http://voiceseducation.org/content/words-and-violence

 

Se volete sapere se quello che state facendo è OK, chiedetevi: è profondo? L’uomo conosce la differenza tra quello che è profondo e quello che non lo è. Il corpo lo sa. Si sente nelle ossa. Perciò, chiedete alle vostre ossa: quello che sto facendo è profondo? Solleva la condizione umana o la condanna alla mediocrità? Alcune cose nutrono l’anima e alcune altre nutrono l’ego, che riporta indietro l’evoluzione dell'uomo.

 

 

Noi dovremmo muoverci verso la luce. E Michael Jackson è stata una persona che ha chiamato tutti alla luce. Tutti.

 

 

Man in the mirror è molto più di una canzone con un testo accattivante.

 

 

 

 

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