DOBBIAMO SOLO ASCOLTARE MICHAEL JACKSON: IL RE MESSAGGERO

Questo titolo è l’invito che Truth4MJ ha ripetuto più di ogni altro da quando è nato: tutto quello che c’è da sapere sulla vita di Michael Jackson, sulla sua morte e sulla sua umanità - come specchio di se stesso e del mondo intorno a lui – è semplicemente nelle sue parole. E ci resterà per sempre, in attesa che finalmente ciascuno scelga di ascoltare lui.

Difficile immaginare che ancora qualcuno non abbia capito l’importanza storica e culturale di Michael Jackson per chiedersi perché ascoltarlo debba passare per una scelta.

Al lettore capitato qui per caso, ricorderemo solo che con Thriller, un album del 1982 che ancora detiene il record di vendite di tutti i tempi, Michael Jackson è stato in grado di abbattere le barriere razziali nel mondo della musica. Il video di Billie Jean è stato il primo di un artista nero a superare la discriminazione di MTV, conquistando una programmazione a intervalli regolari sul canale, e riviste del settore che gli avevano negato la loro copertina per il precedente disco Off The Wall a causa del colore della sua pelle, furono costrette a ritornare sulla propria decisione grazie al successo travolgente e senza precedenti di Thriller.

Forse vale la pena ricordare anche che, sull’onda di quel boom, Michael Jackson comprò il catalogo ATV, acquisendo un ruolo da protagonista nell’industria musicale anche come uomo d’affari, un uomo d’affari che risarciva gli artisti sfruttati dalle case discografiche restituendo loro i diritti di pubblicazione.

Se si uniscono questi dati alle motivazioni che spingevano Michael Jackson a creare la sua arte – risvegliare le coscienze, dare un senso di consapevolezza e speranza, guarire il mondo e renderlo un posto migliore – apparirà non solo ovvio, ma persino inevitabile parlare di “scelta”, perché è chiaro che quanto più grande diventasse la sua influenza, tanto più violenti fossero i tentativi di insabbiare la sua voce. E allora, per arrivare ad ascoltare Michael Jackson, bisogna superare tutti questi tentativi, che dopo la sua morte hanno trovato nuovo vigore nella sua assenza e nella labilità della memoria di chi gli è sopravvissuto.

Poi, però, la realtà di un mondo che l’umanità è troppo distratta per impegnarsi davvero a migliorare presenta il conto. E nel suo paese d’origine, uno dei conti più terribili ha i volti, i nomi e le storie di questi uomini, donne e bambini neri:

tutti disarmati, tutti incolpevoli di qualsivoglia reato, e tutti vittime della brutalità della polizia, che riesce a restare impunita anche nei tribunali, dove poliziotti catturati da una telecamera a commettere pratiche illegali nemmeno vengono incriminati.

Sembra proprio che le loro vite non contino nulla. E a chi resta, mosso dalla spontanea voglia di urlare questa verità con motivata rabbia, appare chiaro che se non c’è considerazione per una vita, ancor meno ce ne sarà per il loro grido di protesta. Hanno bisogno di aiuto, hanno bisogno del supporto di chi ha visibilità e fama perché si faccia portavoce del messaggio che anche le loro vite contano. Hanno sorriso guardando la foto scattata sulla Hollywood Walk Of Fame per l’inaugurazione della stella dedicata a Pharrell Williams, ma adesso vorrebbero che quella stella alla cui ascesa hanno contribuito anche loro si rivoltasse indietro per sostenerli.

Ma quello che vorrebbero non accade. O meglio, non accade più.

C’è stata una voce che di quelle stelle ne ha conquistate più di tutti, ma senza un messaggio per lui non significavano niente. Uno di quei messaggi era un grido di protesta per urlare con motivata rabbia una verità: “TUTTO QUELLO CHE VOGLIO DIRE E’ CHE A LORO IN REALTA’ NON IMPORTA DI NOI”.

Riemerso sull’onda emotiva del loro bisogno, quel grido torna annientandoli tutti quei tentativi di coprirlo: Michael Jackson non è l’ologramma vergogna che scimmiotta movenze perché schiavo del ritmo, Michael Jackson era un Uomo che da 5 anni e mezzo condivide il destino di tutti quei morti senza una ragione semplicemente perché, come tutti loro, rivendicava il valore della sua vita.

Era il Re del Pop, ma nello stesso tempo era anche il Re Messaggero. E gli va riconosciuto.

Dal Baltimore Sun: “Michael Jackson non ha mai avuto paura di mettersi là fuori per la verità come lui la vedeva. Potevamo sempre contare su Jackson per essere il leader mondiale del gruppo, per dare voce a tutto ciò che noi stavamo provando. Il catalogo di Michael Jackson adulto è una collezione preziosa di attivismo sociale. Fame nel mondo. AIDS. Guerra. Violenza delle gang. Relazioni razziali. Ambiente. È stato Jackson ad organizzare dei concerti per Sarajevo devastata dalla guerra. È stato Jackson a mettere insieme un gruppo per una canzone e un concerto a scopo benefico dopo l'11 settembre. È stato Jackson che ha usato ogni grammo della sua celebrità mondiale per fare la differenza. LUI C'ERA.

Quello che è successo a Jackson per le sue posizioni politiche è stato molto peggio che perdere vendite. Per aver detto la verità contro il potere, Jackson ha fatto di se stesso un bersaglio, e ha preso legnate su legnate. I colpi peggiori li ha presi da un procuratore distrettuale bianco in California che lo ha perseguitato senza tregua per 12 anni e lo ha accusato di crimini efferati che sono stati del tutto smentiti al processo.

Nessuno sembra mai unire tutti i punti: un uomo nero molto esplicito, molto influente, molto ricco fu degradato da un procuratore bianco sulla base di accuse inventate.

E a dirla tutta, per Jackson il silenzio fu assordante. Perse sponsor e dovette affrontare problemi finanziari esattamente del tipo a cui fa riferimento Questlove. Lo scetticismo sulla sua vitiligine (poi accertata dall'autopsia) e le accuse di volersi sbiancare la pelle gli erano già costati alcuni sostenitori. I suoi colleghi artisti se la filarono a gambe levate, le sue proteste contro le macchinazioni della sua etichetta discografica furono sonoramente derise dalla stampa. "La maggior parte di noi gli aveva girato le spalle" ha detto Madonna dopo la sua morte.

Nel 1996, Jackson arruolò Spike Lee per creare il cortometraggio della sua canzone "They Don't Care About Us". Potreste non averlo mai visto però, perché venne bandito dalla televisione americana. E le stazioni radio degli Stati Uniti erano riluttanti a programmare il brano perché Jackson fu accusato di aver usato un linguaggio "razzista" nella canzone.

Essa era nata, in gran parte, come risposta alla mancata condanna degli agenti di polizia coinvolti nel pestaggio videoregistrato di Rodney King del 1992, ma anche alla sua stessa esperienza terribilmente umiliante della brutalità della polizia nel 1993. Rileggere le critiche alla canzone oggi vi farà scuotere la testa increduli per la loro falsità. È ovvio che per certi poteri dell'epoca, questa era una canzone pericolosa e le critiche un mero tentativo di distogliere l’attenzione da essa.

Ciò di cui abbiamo bisogno, ha detto Questlove l'altro giorno, sono "canzoni che abbiano uno spirito. Canzoni con soluzioni. Canzoni con domande. Le canzoni di protesta non devono essere noiose o non ballabili... devono solamente dire la verità."

Su Twitter, #TheyDontCareAboutUs è un hashtag. A Ferguson, la canzone di Michael Jackson rimbombava dai finestrini dell'auto. A New York City e a Berkeley lo scorso fine settimana, è stata cantata e ballata dai manifestanti. E a Baltimora, c'è stato un momento magico in cui il coro della Morgan State University ha risposto alle proteste con un’interpretazione di "Heal The World" di Jackson.

Il prezzo è già stato pagato, ma l'assegno non è mai stato incassato. Forse dobbiamo solo ascoltare Michael Jackson finalmente”.

Da Parents United: "Oggi mio figlio di 10 anni ha portato a casa un compito scolastico di scrittura. Le sue istruzioni erano di stampare il testo della sua canzone preferita e scrivere sul suo significato. Sembra un compito abbastanza semplice, vero? Per caso, mio figlio è un fan di Michael Jackson grazie ai vecchi cd di mamma e papà e al videogioco per la Wii "The Experience". Perciò, mi ha chiesto di stampare per lui "They Don't Care About Us." Conoscendone il testo io stessa, ho pensato che questa era un canzone molto complicata per un compito di 4° elementare ed ero curiosa di sapere perché mio figlio avesse scelto questa canzone per il suo compito. Così gli ho chiesto: "sai cosa significano le parole di questa canzone?" Lui mi ha guardato come se venissi da Marte e mi ha detto: "Conosco alcune parole, ma è la mia canzone preferita da ballare con la Wii". Allora io e mio marito gli abbiamo fatto una breve lezione su quanto sia importante capire le parole su cui si fa muovere il proprio corpo. Abbiamo ripreso il testo e mio marito lo ha letto ad alta voce. Poi, ha rimesso la canzone perché mio figlio la ascoltasse di nuovo, questa volta facendo particolare attenzione alle parole. "Che evento recente ti ricorda?", gli ha chiesto mio marito. Mio figlio ha risposto: "Michael Brown e I Can't Breathe (aveva guardato parte di 'Black & Blue' sulla CNN che aveva raccontato la tragica morte di Eric Garner)". Il mio cuore ha iniziato a sobbalzare mentre lo ascoltavo rispondere alle domande di mio marito. Il coro della canzone mi risuonava di continuo in testa: "Tutto quello che voglio dire è che a loro in realtà non importa di noi". Le lacrime hanno cominciato a scendere giù mentre osservavo lo sguardo di terrore sul volto di mio figlio quando mio marito gli ha spiegato chi possono essere quei "loro", come "loro" possono vederlo come un piccolo ragazzino di colore, e come "loro" possono maltrattarlo o cercare di punirlo.

Le mie lacrime sono scese ancora più copiose quando l’altro mio figlio di 3 anni mi ha offerto dell'uva passa e mi ha detto "questa ti farà sentire meglio, mamma". I miei ragazzi sono così innocenti. Così intelligenti. Perché devo avere questa conversazione con i miei figli? Che impatto avrà sulla loro autostima? Sapendo che stanno crescendo in una società che li emargina e li svaluta. Perché devo prendere parte a questo piantare semi di inferiorità? Non è ingiusto? Piango sempre di più pensando a tutte le famiglie colpite dalla brutalità della polizia, dalla schedatura razziale, dalle uccisioni ingiustificate che sono così profondamente radicate in quel tessuto del nostro paese. Maledire il sistema di giustizia per come sta deludendo i nostri figli? Dipingendoli come criminali e delinquenti? Tagliando il sistema educativo nel tentativo di distruggere tutte le speranze di una vera uguaglianza. Le mie lacrime si trasformano in rabbia quando nella mia testa risuonano queste parole della canzone: "Mi state rapinando del mio orgoglio... Oh, per l'amor di Dio”.

Mio figlio non guarderà mai più "Michael Jackson: The Experience" allo stesso modo”.

Da Vibe: “Quando pensi che questa volta sarà diverso. Quando credi che un diverso codice postale trascenderà la giustizia. Quando procedi verso nord come hanno fatto i tuoi antenati durante la grande migrazione per cercare una vita migliore e una migliore esecuzione della giustizia. Poi quel momento di seria riflessione, dopo aver ascoltato le parole "Ultima notizia in redazione" arrivi a capire che Mike Brown e Eric Garner sono la stessa cosa. Che l’ingiustizia è imparziale. Come dice la canzone di Michael Jackson, è Nero o Bianco

Stampano il mio messaggio
Nel Sun del sabato
Ho dovuto dire loro
Che io non sono secondo a nessuno

E ho parlato di uguaglianza
Ed è vero
Che tu sia nel torto
O nella ragione

Quando è palese il video di un essere umano che sussurra 11 volte di non riuscire a respirare, cosa ci vuole per ottenere un’incriminazione? Questo caso dimostra che il video da solo non è sufficiente per superare l'onere della prova, ma ancora di più dimostra la percezione di due sistemi giudiziari differenti a seconda che tu sia nero o bianco.

Non dirmi che sei d’accordo con me
Quando ti ho visto buttarmi fango negli occhi

Ma, se stai pensando alla mia ragazza
Non importa se sei nero o bianco
Ho detto se stai pensando di
Essere mio Fratello
Non importa se sei
Nero o Bianco”.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: DOBBIAMO SOLO ASCOLTARE MICHAEL JACKSON.

 

Articoli citati: http://gawker.com/unarmed-people-of-color-killed-by-police-1999-2014-1666672349

http://www.baltimoresun.com/news/opinion/oped/bs-ed-messenger-king-20141209-story.html

http://parentsunitedphila.com/2014/12/09/brown-garner-and-other-tragedies-under-the-michael-jackson-microscope-true-story/

http://www.vibe.com/article/eric-garner-death-what-needs-happen?utm_source=sc-tw&utm_medium=ref&utm_campaign=EricGarner

 

 

 


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