MESEREAU SU KJR - 16/10/2014: "TROPPI SOLDI E L'ESTATE NON CEDERA' MAI NESSUN CONTROLLO"

Quello che segue è l'intervento di Tom Mesereau su King Jordan Radio del 16 ottobre 2014 in merito a Michael Jackson. Il file audio è scaricabile a questo link:


http://www.mediafire.com/listen/wttaevf1frh4h41/TomMesonMJOct16KJR.mp3

 

 

 

 

 

Sulla disponibilità ad assumere la difesa di Michael Jackson nella causa civile depositata da Wade Robson: "Ciò che ho detto è questo: io penso che la reputazione degli avvocati che stanno rappresentando Michael sia in qualche modo macchiata perché Howard Weitzman, l'avvocato principale, ha concluso l'accordo con i Chandler nel 1993, quando si dice che Michael abbia pagato circa 20 milioni di dollari e, secondo me, quello è stato il peggior accordo della storia giuridica americana. Weitzman ha firmato l'accordo, era alla conferenza stampa per annunciarlo e io ho pensato non fosse molto d'aiuto in realtà avere lui a difendere la reputazione di Michael quando quell'accordo aveva danneggiato la reputazione di Michael e aveva messo in moto una serie di eventi che hanno finito per nuocere fortemente Michael. Quindi, ciò che ho detto è che sicuramente lo prenderei in considerazione se me lo chiedessero, non lo hanno mai fatto, ma dubito che funzionerebbe perché io NON unirei le mie forze con Weitzman, NON riferirei a persone che io sono convinto abbiano avuto poco giudizio riguardo a Michael e richiederei totale autonomia, io e Susan Yu dovremmo essere a capo della situazione, dovremmo mettere bene in chiaro chi sono gli avvocati e che noi non abbiamo nessuna intenzione di pagare e fare un accordo, e con questo loro non concorderanno mai perché io credo che Branca e Weitzman puntino ad avere il caso congedato, e in effetti c'è ciò che viene chiamata "mozione per giudizio sommario" che è pendente, in cui loro stanno dicendo al giudice che il caso dovrebbe essere respinto perché è stato depositato troppo tardi, ed io spero che la vincano, ma se non ci riescono, dubito che vogliano cedere a me controllo e autorità sul caso, e a meno che non faranno questo, io non sono disposto a passare per alcune delle politiche e delle assurdità che hanno caratterizzato le battaglie legali di Michael nel corso della sua carriera e che hanno finito per caratterizzare pure quelle successive alla sua morte. Perciò sì, l'idea di rispedire queste accuse dove meritano mi alletta, ma dubito che accadrà perché le persone a capo dell'Estate non cederanno alcun controllo".

Su Randall Sullivan e il suo libro: "Innanzitutto, io ho avuto circa 20 colloqui con Randall Sullivan, perciò sono arrivato a conoscerlo un po' di più di quanto non succeda con altri coi quali mi sono trovato a parlare. Sullivan era noto per essere un efficace e vigoroso giornalista, un giornalista con integrità professionale, e non ha cominciato questo libro come fan di MJ, lo ha cominciato con assoluta neutralità, e mi disse che avrebbe preso in considerazione le prove. Ha esaminato il caso dei Chandler e quello degli Arvizo con estrema attenzione e le sue conclusioni, come giornalista obiettivo che ha ripercorso quelle vicende, sono state che MJ NON era un pedofilo e che entrambi i casi provano l'INNOCENZA di MJ. E secondo me, qualcuno come Randall Sullivan ha più possibilità di far cambiare idea su MJ rispetto a chi parte come suo fan, ok? Ho pensato che, essendo Randall Sullivan un efficace giornalista della rivista Rolling Stone, potesse raggiungere coloro che pensano che MJ fosse un pedofilo, che fosse colpevole, e far sì che ribaltassero la loro opinione e davvero credo che questo sia accaduto perché conosco delle persone che hanno letto il libro, che non sono fan di Michael Jackson e che erano veramente convinte che lui fosse colpevole, e adesso hanno cambiato opinione su di lui grazie a quel libro. Per questo, secondo me i tentativi di soffocare il libro su internet, tentativi palesemente disonesti e falsati, sono stati veramente riprovevoli. Quelli che devono cambiare idea non sono i fan di MJ, loro già sanno che lui è innocente, già sanno che persona meravigliosa fosse, ma io voglio qualcuno capace di far cambiare idea a queste persone di vedute ristrette, che pensano che lui fosse un pedofilo. Ed io credo che Randall Sullivan abbia fatto molto per impressionare la gente con la sua obiettività, la sua distanza, la sua professionalità. E quando dice: 'ho esaminato il caso Chandler, il caso Arvizo e alla fine Michael Jackson era innocente in entrambe le situazioni, secondo me non era un pedofilo' penso che questo aiuti davvero tanto la reputazione di Michael con le persone la cui idea deve essere cambiata".

Rispondendo a chi gli ha chiesto come mai non chiamò Weitzman sul banco dei testimoni a spiegare perché gli avvocati di Michael gli avevano suggerito un accordo con i Chandler, mentre l'accusa aveva chiamato Larry Feldman - l'avvocato civilista dei Chandler nel 1993 e lo stesso consultato dagli Arvizo, che però sarebbero dovuti passare prima per il penale a causa della modifica della legge dello Stato della California in merito all'abuso su minore - e l'avvocato dei Francia, a dire che avevano ricevuto soldi con gli accordi: "Beh, ci furono delle decisioni molto difficili che presi durante il processo per cui secondo me quella non sarebbe stata una buona idea, per una molteplicità di ragioni in cui davvero non voglio addentrarmi, ma i processi sono affari strani e a volte non chiami testimoni perché pensi che siano andati bene già i controinterrogatori. Io pensai che il controinterrogatorio di Larry Feldman e di altri testimoni associati a quegli accordi fossero stati molto efficaci, che l'accusa non avesse ottenuto quei vantaggi che sperava da testimoni come loro, perciò pensai che, dopo aver portato a termine dei controinterrogatori così efficaci, la cosa più intelligente da fare fosse lasciare quelli e concentrarsi su altro, e per fortuna le mie decisioni furono giuste".

Su Wade Robson: "Anche per me è incredibile quello che sta affermando ora, non potrei dirlo meglio. Io ho incontrato lui, sua madre, sua sorella prima di chiamarli a testimoniare e tutti loro erano tra i più forti sostenitori di Michael. Lui è un ragazzo davvero intelligente ed eloquente, che mi disse con la fermezza più assoluta di non essere mai stato toccato in modo improprio e il suo supporto a Michael era così forte che lo chiamai come primo testimone, semplicemente dissi: 'Questo è il modo migliore per cominciare il caso della difesa, con questo ragazzo che salga lì sopra con questo fervore, così deciso, eloquente, intelligente'. E fu molto convincente, nonostante i brutali attacchi di Zonen nel controinterrogatorio, non mostrò nessuna esitazione. E vederlo improvvisamente ribaltare le cose così, in una causa civile per soldi, è veramente sconvolgente".

Su Susan Yu: "A lei non piace avere a che fare con i media, è una persona molto riservata, è semplicemente un avvocato fantastico. Quando incontrai Randy Jackson e Michael Jackson ad Orlando, in Florida, per discutere della possibilità di diventare il legale a capo della sua difesa, l'unica condizione che posi fu quella di avere Susan Yu come co-avvocato. La conoscevo per la sua bravura, la sua integrità, la sua professionalità, lei analizzò ogni più piccolo dettaglio delle prove, conosceva il caso meglio dei procuratori, e non avrei potuto conseguire quello che ho fatto senza di lei, senza che lei mi passasse le informazioni e mi aiutasse costantemente. Non dormiva la notte per lavorare, per essere sicura che i faldoni sui testimoni fossero pronti a dovere, la sua strategia su come gestire i testimoni e l'accusa fu assolutamente di prim'ordine, e io fui proprio fortunato ad averla come co-avvocato e lo sono ad averla come partner dello studio di Los Angeles, lei è straordinaria, consegue continuamente ottimi risultati sia nei casi penali che in quelli civili, è veramente favolosa. A volte abbiamo parlato di scrivere un libro sul processo di Michael, anche se poi non lo abbiamo fatto, e penso che il passare del tempo abbia reso più chiare delle cose, che non lo erano così tanto 10 anni fa, su queste persone con le quali Michael si è trovato coinvolto, e probabilmente se scrivessimo un libro, sarebbe migliore adesso grazie a questo tempo che è passato".

Sui presunti "amici" di Michael Jackson: "Io ero lì nel suo momento più difficile, e parlammo spesso delle persone che lui pensava si fossero rivelati falsi amici, lui pensava che avrebbero garantito il loro supporto e invece nessuno voleva farsi vedere. Non voglio fare nomi in queste interviste... ma stavo guardando Larry King dopo la morte di Michael, con ospiti in trasmissione che affermavano di essere stati suoi amici intimi, e io sapevo la verità, sapevo che molti di loro non avevano voluto avere nulla a che fare con il processo, con la possibilità di testimoniare. Quello fu davvero un capitolo tristissimo della vita di Michael sotto molteplici aspetti, incluso lo scoprire che persone che lui credeva gli sarebbero state leali e lo avrebbero aiutato, erano semplicemente irreperibili. Ripeto che non voglio fare i nomi, quello che posso sottolineare ancora una volta è quanto siano stati di supporto Chris Tucker, Macauley Culkin e Stevie Wonder. Per noi non ci fu la necessità di chiamare Stevie, ma chiamammo Chris e Macauley e loro dissero ai loro avvocati, consulenti, agenti: 'noi aiuteremo Michael in qualunque momento abbia bisogno di noi e nessuno ci fermerà'. E questi erano ragazzi giovani, di successo, famosi, e tutti attorno a loro erano nervosi per il fatto che potessero essere coinvolti nel processo, ma loro no! Io incontrai Chris e Maculey separatamente, sapevo che entrambi avevano subito pressioni da tutti affinché non si presentassero, e loro mi dissero: 'Quando Michael avrà bisogno di noi, noi ci saremo, questo processo è un'assurdità'. Non dimenticherò mai questi ragazzi, davvero".

Sugli attacchi al libro di Randall Sullivan: "E' un libro forte e controverso, ma io guardo le cose da una particolare prospettiva e la mia prospettiva è che queste accuse di pedofilia sono state la cosa peggiore che abbia colpito Michael nella sua vita. Non c'è nulla di peggio di essere chiamato pedofilo o molestatore di bambini, nulla di peggio! Essere chiamato assassino, in qualche modo, è più desiderabile che essere chiamato pedofilo. E con il ruolo che ho avuto, di suo avvocato difensore, questa questione per me è importantissima. Perciò, io sono sempre alla ricerca di modi che convincano la gente che quest'uomo veramente meraviglioso NON era un pedofilo, non era un molestatore di bambini! Non potrei mai immaginarlo sequestrare bambini, far loro del male, abusare sessualmente di loro. E guardando all'analisi fatta da Sullivan, e leggendo una delle note a piè di pagina verso la fine, lui davvero esprime comprensione nei confronti di Michael Jackson. Ho dimenticato le sue parole precise, ma fondamentalmente dice: 'Penso sia una brava persona e spero che abbia un po' di pace'. E io ho pensato che se le persone avessero letto questo libro, un libro non offerto da un fan di Michael Jackson, gli argomenti sarebbero stati più convincenti. Ecco perché ero così arrabbiato quando certi poteri in essere hanno tentato di seppellirlo con una fasulla campagna su internet. E' ovvio che l'Estate fosse contro questo libro, loro sono fortemente criticati nel libro. Io davvero credo all'integrità di Randall, penso che abbia approcciato l'argomento senza essere contro Michael a prescindere, penso lo abbia fatto con professionalità, dicendo: 'vediamo dove mi portano le prove'. E le prove lo hanno portato in una direzione favorevole a Michael! Lui ha intervistato membri della famiglia Chandler, che, a quanto mi è stato detto, non avevano parlato mai con nessun altro, e ancora ha concluso: 'Io credo che le prove siano proprio a favore di Michael Jackson'! Forse non lo ha espresso nel modo strabiliante che i fan preferiscono, ma per me, come ho già detto, il modo in cui l'ha fatto è stato più persuasivo nei confronti delle persone a cui non piaceva Michael Jackson e pensavano il peggio di lui. Perciò, ribadisco che secondo me Sullivan ha aiutato molto la reputazione di Michael".

Sul seminario Frozen In Time del 2010: "Ron Zonen è il procuratore migliore che abbia mai affrontato. Ciò che penso è che loro si siano convinti di avere ragione. Le persone trovano il modo di fare questo, gli esseri umani hanno questa capacità di convincersi di ciò che vogliono credere. Guardando il caso con obiettività, è normale chiedersi come abbiano potuto pensare che quelli fossero testimoni attendibili, che potessero essere creduti. Ma sapete, io credo che loro abbiano detto: 'Tutto quello di cui abbiamo bisogno è un'incriminazione, anche 1 sola, per spedirlo in galera. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è 1 condanna, 1 sola, per uscirne vincitori'. E devono aver pensato che, anche se gli Arvizo presentavano problemi, e altri testimoni presentavano problemi, quella comunità davvero conservatrice avrebbe ceduto innanzi a quelle orrende, terribili accuse, perché, come ho detto prima, non c'è nulla di peggio di essere chiamato molestatore di bambini. E devono aver pensato che tutto quello che a loro serviva per mandarlo in prigione era 1 sola condanna. Non c'è mai stata nessuna discussione di patteggiamento, loro volevano questo processo-spettacolo, ma anche se avessero approcciato un tale argomento, noi gli avremmo detto di NO, Michael non è colpevole di nulla! Ed è incredibile che continui ad essere attaccato a 5 anni dalla sua morte, nello stesso modo in cui è stato attaccato quando era vivo. E non molleranno, perché ci sono troppi soldi in ballo".

Dopo una clip di un video di LunaJo sulla testimonianza di Gavin Arvizo: "Mi ha riportato alla memoria alcuni ricordi interessanti, perché ricordo il controinterrogatorio di Gavin. Sapete, il pensiero comune è che gli avvocati penalisti della difesa debbano essere molto gentili con i bambini, la sensazione è che essere troppo duri, troppo aggressivi, equivalga a intimidirli. E io non avevo mai parlato con lui prima che salisse sul banco dei testimoni. Ma quando lo vidi, il mio intuito mi disse che quello non era un bambino, ma un viziatello, uno eccitato all'idea di essere dove si trovava, felice di avere tutta quella attenzione, e che io ero convinto non stesse dicendo la verità. Quel ragazzino carino e gentile che l'accusa aveva provato a ritrarre aveva completamente cambiato modo di fare, il suo atteggiamento era cambiato, era diventato aggressivo, e per fortuna la giuria non gli ha mai creduto. Ricordo che una delle sue insegnanti aveva provato a contattarmi, non molto tempo prima che cominciasse il processo, per farmi sapere quello che era successo, ricordo questo, e che anche qualcun altro mi chiamò, ma molti non sanno che, secondo me, l'accusa stava cercando di intimidire i testimoni cosicché loro non aiutassero la difesa, loro mandavano un mucchio di sceriffi ad interrogare le persone, che sarebbero state intimidite, e lui mandava sceriffi della contea di Santa Barbara nella contea di Los Angeles e, questa è la mia opinione, ma io penso che loro stessero cercando di fare pressioni sulle persone perché loro non aiutassero Michael Jackson. Questo è il motivo dell'accusa di cospirazione, secondo me. Se ci pensate, lui è stato l'unico cosiddetto "cospiratore" di una "cospirazione" ad essere incriminato! Cioè, tu hai una cospirazione e incrimini una sola persona! E chiunque altro loro abbiano paventato come cospiratore, è stato costretto a rivolgersi ad un avvocato e qualunque buon avvocato direbbe al suo cliente 'non parlare, perché se ti fai avanti e testimoni e parli, puoi essere incriminato'. Perciò, volevano che queste persone assumessero degli avvocati, volevano che non cooperassero con la difesa, non volevano che testimoniassero, volevano che le persone stessero alla larga ed era quello lo scopo principale dell'accusa di cospirazione, che era totalmente falsa, come tutte le altre!"

Sugli Arvizo: "Noi informammo l'accusa che volevamo richiamarli e mi è stato detto che i procuratori rimasero con loro tutta la notte per prepararli ad essere di nuovo sul banco dei testimoni, e poi io mi alzai e dissi: 'Non li richiamiamo" e vidi Sneddon impallidire come un fantasma perché erano stati in piedi tutta la notte a prepararli pensando di poter intervenire per rimediare ad alcuni danni che avevano fatto durante i nostri controinterrogatori, e quando io dissi: 'Nessun altro testimone' era evidente che Sneddon l'avesse presa male. Sì, è vero che l'accusa aveva intenzione di chiamare Chris Carter, che aveva lavorato a Neverland, non riesco a ricordare esattamente la situazione, ma penso che lui a quel punto fosse stato arrestato, fosse in prigione, in Arizona o a Las Vegas, non ricordo, ma mi è stato detto che non avrebbe cooperato con loro".

Sulla descrizione che Jordan Chandler aveva dato di Michael nel 1993: "Non corrispondeva, non corrispondeva. Io non ero coinvolto in quelle accuse, ma le informazioni che ho visto io, quando sono entrato nella vicenda del 2004/2005, dicevano che lui aveva fatto un commento sul fatto che Michael Jackson fosse o meno circonciso e risultò che il ragazzino si era sbagliato completamente. Perciò, è falso, è falso che la sua descrizione di Michael Jackson fosse accurata. Sapete, Michael aveva passato del tempo a casa loro, la famiglia lo aveva ripetutamente invitato, e forse, dico forse, lui lo aveva visto, che so, fare una doccia, io non lo so, e hanno cercato di trasformare questo in un'altra storia insensata di molestie, ma la descrizione di Jordan non corrispondeva".

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