Michael Jackson. DOVEVA MORIRE?

Il numero di novembre 2013 della rivista statunitense Healthy Living ha dedicato la copertina a Michael Jackson

introducendo un articolo che, secondo le stesse parole dell'autrice Aida Poulsen, "svela una verità universalmente riconosciuta: perché noi gli credessimo, lui doveva morire".

La rivista, distribuita solo negli Stati Uniti, ha reso disponibile la versione integrale dell'articolo sul suo sito internet, promettendo a seguire una nuova storia su Michael Jackson che sarà pubblicata sull'imminente numero di febbraio 2014.

Fonte: http://www.healthylivingmagazine.us/Articles/233/


WHO'S BAD? - CHI È IL CATTIVO?

Avevamo cominciato a scrivere un pezzo sulle questioni mediche del processo per danno da morte con la AEG Live citata in giudizio dalla famiglia di Michael Jackson (che era terminato quando il numero è andato in stampa), quando ci siamo resi conto che il processo fosse troppo riduttivo poiché tutta la vita della superstar è un argomento di salute, fisica e psichica, di grande portata. Intensa come la sua danza, la vita di Michael Jackson è stata consumata troppo in fretta, a un ritmo simile a quello della sua hit contro la violenza delle gang "Beat It", da lui stesso e dalla frenesia dei media.

Quattro anni dopo aver scosso il mondo con la sua ultima mossa - una morte spettacolare (per quanto suoni cinico) - sia la stampa che noi, sue docili orde, sembriamo aver iniziato ad ammettere un sentore di dubbio. Le cascate del Niagara del ridicolo e delle calunnie sotto le quali il genio musicale ha trascorso la sua breve presenza con noi, cascate finalmente in regressione, svelano la verità universalmente riconosciuta: perché noi gli credessimo, lui doveva morire.


Lui non uscirà vincitore a nostre spese per il fatto che la sua arte sopravvivrà a tutti noi, cosa che non è più solo un’ipotesi poiché la sua eredità artistica ha dimostrato che non c’è probabilmente nessun altro nell'arte moderna con pari rilievo, peso e statura di spirito filantropico. Vulnerabilità, elevata sensibilità della natura umana, ingenuità, inquietudine, fragilità, dolore, speranza, disperazione e ricerca della forza per sopportare tutto questo divennero la dimora della sua arte dopo che una popolarità mai vista, una spontaneità infantile non perdonatagli e un'inconsapevolezza della natura predatoria dei media avevano imprigionato un 24enne Michael Jackson in un'atrocità senza precedenti di bullismo mediatico, e pubblico disprezzo mortalmente incollato ad esso, per il resto della sua vita.

La domanda è questa: quali musica, performance, canzoni, film, opere filantropiche, ospedali, parchi e chissà cos'altro avremmo posseduto se il mondo fosse stato disposto a prestare più attenzione alla copertura mediatica meritata dal talento artistico di Michael Jackson piuttosto che alla sua presentazione come un freak e uno spettacolo? 

Un'altra domanda: la carriera di chi altro sarebbe sopravvissuta alla fervente persecuzione lunga 26 anni, che lui ha affrontato in modo così ingenuo, confidando che la sua visione del mondo, non importa quanto singolare, se di natura buona, comunicata attraverso le sue canzoni che lo mettevano a nudo o mediante confessioni in TV, sarebbe stata ascoltata?

Come dice uno dei paparazzi, Ben Evenstad: "Era l'unica celebrità che, se eri abbastanza devoto, ti avrebbe lasciato entrare a casa sua. Pensi che qualcuno potrebbe andare a casa di Bruce Willis e dicendo: 'I love you, I love you' entrerebbe? Lui chiamerebbe la polizia. Questo è ciò che tutti loro farebbero. Tutti tranne Michael. Se dicevi 'I love you, I love you' a Michael Jackson lui avrebbe creduto che lo dicessi sul serio e ti avrebbe lasciato entrare".

Perché solo adesso, riguardando l'intervista con Barbara Walters, non è Michael Jackson ma l'intervistatrice a sembrare assurda nell'abbigliamento enfaticamente formale - abito grigio, taglio di capelli corto, apparentemente destinati a sottolineare la sua irritazione per l’argomento - quando chiede, piuttosto afferma, che non è forse il suo aspetto "estremo" che provoca la stampa nel ridicolizzarlo? Vuole che lui si vesta come lei, si comporti come lei, la pensi come lei? Abito grigio, taglio di capelli corto? Allora poi lei chi intervisterebbe, e per simili indici di ascolto? Se stessa? 

Lady Gaga, un'artista talentuosa e promettente, sembra adottare la "tecnica" di attirare i media, ma solo con una cintura di sicurezza: appare davanti alla stampa e sul palco - beh, tutti sanno come - fa quello che deve fare e torna alla normalità, è molto pratica, calcolatrice e cauta su dove, come e cosa dire, fare e indossare, gestendo abilmente, ammirevolmente e freddamente la sua carriera - proprio la cosa che Michael Jackson avrebbe trovato impensabile: fare finta sul palco, o viceversa.

Michael Jackson era l'incarnazione della sua arte, è stato proprio questo a dargli il suo immenso potere, e la sua riluttanza ad essere disonesto fuori dal palco è probabilmente ciò che lo ha ucciso. È improbabile che adesso, se potesse guardare indietro al dolore che ha passato e rivivere la sua vita, sottostarebbe a quelle che sono state le pretese del pubblico e alla sua stessa riluttanza. Lui era eccentrico sul palco e nella vita, e se fosse stato un Abito Grigio nella vita, lo sarebbe stato anche sul palco. Soprattutto, lui credeva che non ci fosse nulla da nascondere data la sua natura inoffensiva, e questi personaggi, piuttosto rari, solitamente tendono a credere in una risposta simmetrica, non importa quanti danni il risultato più comune produca. Perché credere altrimenti lo avrebbe rovinato.

Curiosamente, questa morte ha rovinato la vita ad alcuni paparazzi che erano soliti indulgere in lucrativi saccheggi della vita del più grande, non importa quanto il Re fosse fragile o non in attività. Ben Evenstad dice: "Questo è ciò che mi ha colpito nel bel mezzo della notte (della morte di Michael Jackson): e ora cosa faccio? Vado all’inseguimento di quel f...to Zac Efron?" All’ultimo stadio di dolore fisico e psichico e disperazione, schiacciato da un debito insormontabile, emaciato, e dovesse essere stato dimenticato 10 anni prima, solo la carcassa di un essere umano, per i media il Re era la gemma di un'altra categoria rispetto alle star di moda oggi. 

Fra i così tanti tradimenti da parte di coloro che hanno vissuto grazie ai suoi mezzi, un altro, l'ultimo, almeno non farà sanguinare ancora il cuore di Michael Jackson. I paparazzi erano stupefatti che le guardie del corpo, solitamente pronti a cogliere ogni loro mossa, quando circondarono l'ambulanza che ha trasportato il corpo senza vita del loro salvatore da casa sua, avessero solo borbottato vedendo la loro attrezzatura di ripresa: "Per favore ragazzi, non fatelo", permettendo loro di scattare attraverso il finestrino dell'ambulanza quella foto infame del Re morente, che ha ottenuto 1 milione di dollari. 

Per quanto possa sembrare inconcepibile, abbiamo messo insieme una matrice della vita di Michael Jackson: le sue azioni contro quelle che il mondo ha fatto a lui. La Matrice MJ nei prossimi numeri.

 

Nota: Sono state riportate le foto dell'articolo sulla rivista che ha associato la didascalia relativa al video di Beat It ad un'immagine tratta in realtà dal video di Bad.

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