Gli antefatti - Parte 2: TOM SNEDDON - UNA STRANA OSSESSIONE

Quando si tratta di corruzione politica a Santa Barbara, California, chiunque abbia familiarità con il funzionamento di questa regione sa che nulla accadeva senza l'approvazione tacita del procuratore distrettuale Tom Sneddon.

Spesso definito come "la persona più potente di tutta la contea di Santa Barbara", i suoi ammiratori sottolineano il fatto che egli ha operato incontrastato negli ultimi sei mandati come prova della stima per la sua posizione. Il suo assistente Jim Thomas, ex sceriffo di Santa Barbara, diceva di lui: "Tom Sneddon è ed è sempre stato un pubblico ministero aggressivo, che è il motivo per cui è stato rieletto tante volte senza opposizione." Per comprendere il metodo di Tom Sneddon e come operava, si ha solo bisogno di prendere in considerazione la testimonianza di diverse persone che hanno subito l’ira della sua ossessiva pubblica accusa.

 

GARY DUNLAP

Uno degli esempi più significativi di tale comportamento è l'attacco da parte di Sneddon all'avvocato di Santa Maria Gary Dunlap. Sneddon aveva accusato Dunlap di un mucchio di accuse, incluso spergiuro e manomissione di testimonianza. (http://www.lompocrecord.com/news/local/attorney-gary-dunlap-indicted/article_d8a2632d-6100-5824-b7c0-7b29493ced4a.html)

Dopo essere stato assolto da ogni accusa, Dunlap intentò una causa contro Sneddon ed i suoi collaboratori per violazione dei diritti civili durante le indagini. Dunlap lanciò pubblicamente una serie di gravi accuse contro Sneddon e quelli nel suo ufficio. Questo signore ha esercitato come avvocato a Santa Maria e a Santa Barbara per quasi quarant'anni. Con le sue accuse, si aggiunse ad un certo numero di persone, che nemmeno si conoscevano fra loro, che affermarono tutti, con prova tangibile, la cattiva condotta del procuratore. Tra le tante accuse mosse da Dunlap a Sneddon:

§ “Sneddon e gli agenti di polizia assegnati alle indagini su Dunlap eseguirono perquisizioni e sequestri illegali: «Beh, hanno intrapreso un'operazione truffa, che hanno fabbricato e poi permesso che sfuggisse di mano, diventando essenzialmente soltanto una vera e propria caccia alle streghe. C’è stato un certo numero di violazioni dei miei diritti in fase di indagine, così come durante la fase dell'azione penale.”

§ Accumulare accuse contro gli imputati: "... Non so se vi rendete conto di quanto sia difficile quando ti scagliano addosso di tutto, voglio dire, quando lanciano sette incriminazioni contro di te, quanto sia difficile ottenere un proscioglimento da tutte le accuse. Una cosa è essere accusato di un crimine, avere un processo ed essere assolto, ma il procuratore distrettuale di Santa Barbara ha una politica per cui, se lanciano abbastanza accuse contro di te, la giuria sicuramente ti condannerà di qualcosa."


GIUDICE DIANA HALL

Intimidire i nemici che non poteva controllare è stato un talento particolare di Sneddon. Basta chiedere al giudice Diana Hall. Quando la Hall decise di concorrere per il suo incarico, in reatà era stata vista come un alleato per il regime di Sneddon, ma poi questo cambiò e altrettanto l'approccio del procuratore verso di lei. Nel settembre 2003, la Hall fu condannata per guida in stato di ebbrezza, ma venne assolta dalle accuse più gravi quali uso improprio di un'arma e aggressione. Mentre i problemi legali della Hall erano apparentemente giunti al termine, il suo rapporto conflittuale con l'ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara si sarebbe solo intensificato quando lei in seguito venne accusata di frode sui finanziamenti elettorali. Durante la candidatura per la rielezione nel 2002, l'ex amante della Hall, Deidre Dykeman, aveva donato 20.000 dollari non dichiarati alla campagna della Hall, donazione che alla fine portò ad 8 nuove accuse di reato contro la Hall nel 2004. Il suo avvocato Mike Scott espresse così il suo disappunto: "Il procuratore Sneddon sapeva di questo dono da parte del suo ex compagno di stanza nel dicembre 2002. Non ne hanno fatto nulla fino a quanto il procuratore distrettuale non è riuscito a ottenere una condanna per l'incriminazione contro il giudice Hall lo scorso agosto. Era ben noto prima del processo e sarebbe dovuto essere incluso nelle accuse originarie."

Dire che Sneddon e i suoi non fossero rimasti entusiasti del fatto che i capi di imputazione non avessero retto la prima volta che perseguitarono la Hall è senza dubbio un eufemismo. Nonostante la posizione dell'accusa secondo cui loro stavano semplicemente punendo un giudice che aveva violato le leggi dello Stato sui finanziamenti per la campagna elettorale, qualcuno con cervello e sguardo non appannati dalla corruzione la pensava diversamente e impedì all'ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara di perseguire la Hall. Forse la ragione più importante della rimozione dell'ufficio del procuratore distrettuale dal caso fu il fatto che era in programma la testimonianza della Hall per Gary Dunlap nella sua causa civile contro Tom Sneddon (http://santamariatimes.com/news/local/d-a-s-office-recused-from-hall-case/article_80a2f1e1-d8cf-5266-ba12-a6fd5e0d640c.html)

Si può parlare di conflitto di interessi? E’ ovvio pensare che un procuratore distrettuale messo sotto accusa per aver violato i diritti civili di qualche avvocato locale, sapendo che uno dei giudici che tiene d’occhio testimonierà per il querelante (Dunlap, in questo caso), farebbe del suo meglio affinché, nel momento della sua testimonianza, la sua reputazione fosse così infangata da uno scandalo politico e criminale da non poter essere ritenuta credibile.

 

ART MONTANDON

La Hall non è stata l'unico pubblico ufficiale preso di mira da Sneddon. Le due sorelle, April e Irene Cummings, furono accusate di gestire un giro di prostituzione attraverso quello che veniva spacciato per un salone di massaggi. Art Montandon, l'avvocato della città di Santa Maria all’epoca, stava conducendo la sua indagine nel tentativo di ottenere informazioni su una delle persone che si presumeva avesse usufruito del salone - il Capo della Polizia di Santa Maria, John Sterling. Girarono un certo numero di voci sui nomi dei possibili clienti delle sorelle Cummings, il nome più altisonante era una di persona molto importante: Tom Sneddon. Come si può immaginare, Sneddon negò con forza le accuse, anche minacciando di citare in giudizio le sorelle se non avessero ritrattato. "E’ vergognoso... Non ho mai fatto un massaggio in vita mia", affermò Sneddon. Dopo essersi incontrato con Sneddon in merito all’accusa, l’avvocato delle sorelle Cummings, Michael Clayton, disse che "le sorelle probabilmente avevano confuso il procuratore distrettuale con un uomo di nome 'Tom 'che somigliava a Sneddon e che avrebbe visitato il loro esercizio quel giorno" e che lui pensava "che April si fosse sinceramente sbagliata…

Non credo che (Sneddon) sia stato un cliente di nessuna delle due.”( http://santamariatimes.com/news/local/sneddon-rejects-masseuse-s-allegations/article_3cd5e525-a694-5155-9ae6-dc9f89e9f234.html)

Benvenuto a Tom Sneddon e all'ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara, il cui compito era quello di seguire la causa. Ed è qui che iniziarono davvero i guai.

Montandon aveva prove che si sarebbero dimostrate utili non per l'accusa, ma per la difesa. Dopo aver appreso l'esistenza di queste prove, l'ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara accusò Montandon di corruzione e di interferire con il loro caso. Sebbene l'ufficio del procuratore distrettuale cercò di impedire a Montandon di fornire gli elementi di prova agli avvocati della difesa, un giudice stabilì che l'ufficio di Sneddon non aveva l'autorità di fermare Montandon dal fare la sua indagine. In seguito, Montandon promise che avrebbe fornito "la storia completa e dettagliata non solo del comportamento poco professionale del procuratore distrettuale, ma il comportamento inadeguato e i moventi di altri che avevano lavorato dietro le quinte per causare conflitti nella comunità."Montandon contrattaccò anche su Sneddon e il suo ufficio, accusandoli di "cattiva condotta nel perseguire un avvocato locale." Ma a chi si riferiva Montandon? Sì, proprio a Gary Dunlap. Montandon trovò anche il tempo per rimproverare i suoi nemici: "A differenza di Stanley (assistente del procuratore distrettuale Christie) e membri attuali ed ex membri del suo ufficio, non mi è mai stata sospesa la licenza ad esercitare dall’ordine degli avvocati, non sono mai stato condannato per un crimine, e non sono mai stato licenziato da un qualsiasi incarico legale.” (http://santamariatimes.com/news/local/city-attorney-fires-back-at-d-a/article_35b637c5-9d9b-5492-8001-0c7bd149a667.html)

Dopo il "pensionamento” successivo a 19 anni di servizio, Montandon depositò un reclamo ufficiale contro Sneddon e il suo ufficio, citando che Sneddon ed i suoi dipendenti avevano assunto tattiche "discriminatorie, abusive, diffamatorie (e) negligenti" contro di lui (http://santamariatimes.com/news/local/article_4fba738a-35a3-5d71-b279-0c152fb9a7d5.html).

Dopo che fu rivelato che l’associazione dell’ordine degli avvocati della California stava indagando su Sneddon e altri per cattiva condotta, Montandon aggiunse che: "Ci stiamo preparando a presentare una causa alla corte federale nei prossimi due mesi.” (http://santamariatimes.com/news/local/state-bar-looks-into-complaint-against-d-a/article_a1357cf9-59d7-5f2c-8c9a-0e8240701b7b.html)

Tutto questo diventa più interessante considerando ancora un'altra persona, spesso sottovalutata e minacciata, che ha avuto il coraggio di parlare di quello che succedeva veramente a Santa Barbara e a Santa Maria: il dottor Thambiah Sundaram.

 

THAMBIAH SUNDARAM

Thambiah Sundaram affermò di essere stato arrestato e processato dall’ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara per, tra le altre cose, furto di elevato valore, danno calunnioso e per aver impersonato un medico.

Il caso poi venne archiviato dal giudice Barbara Beck, che definì ridicole le accuse contro Sundaram.  La gravità della denuncia della Beck è palese e aggiunge proverbiale carburante alla speculazione che Sneddon avesse una predilezione per l’abuso della sua autorità di pubblico ministero. Non c'è da stupirsi che Sundaram fece causa a Sneddon e al suo ufficio per procedimento penale calunnioso, arresto abusivo, detenzione abusiva, abuso di potere e associazione a delinquere e ricevette più di 300.000 dollari per il suo incidente. Ma Sundaram ebbe anche molto da dire su Tom Sneddon ed i suoi subordinati nell’ufficio del procuratore distrettuale di Santa Barbara riguardo al loro modo di operare in altri ambiti.
Sundaram sostenne di aver sentito verso la fine del 1994 - inizio1995, commenti razzisti fatti da personalità del calibro del sostituto procuratore capo Mag Nicola, così come da Tim Rooney - il tutto alla presenza gloriosa di Tom Sneddon - ad una cerimonia privata di raccolta fondi. Ad esempio, un uomo di nome Rajan Ayyar venne chiamato "negro" da Nicola quando lui e altri funzionari del governo presumibilmente stavano complottando su come sarebbero andati a perseguirlo. A quanto pare, il fatto che Ayyar fosse un uomo nero che sosteneva di essere un laureato all’Università di Stanford era semplicemente troppo per queste rispettabili persone bianche. Inoltre, sono stati accusati di aver creduto che  avrebbero potuto  ottenere quello che volevano dal momento che sul banco della corte avevano appena messo un giudice che all’epoca avevano ricattato con della '"spazzatura" sulla sua vita personale. Quale giudice? Diana Hall.” (http://www.rawstory.com/exclusives/contributors/sneddon_allegations_michael_jackson.htm)

Ci sarebbero voluti dieci anni e sarebbe avvenuto senza il coinvolgimento della Hall, ma il loro complotto pagò e Ayyar fu condannato per "10 capi d’accusa di furto di elevato valore, 4 di falsificazione, 1 per titoli fraudolenti e 1 per perpetrazione di complotto fraudolento di titoli." E indovinate chi era l’avvocato di Rajan Ayyar? Gary Dunlap. Ayyar non fu l'unico "negro", contro i quali si presuppone abbiamo tramato. Sundaram sostiene anche che il gruppo avesse discusso che cosa fare con Michael Jackson. Tra le cose che le autorità avrebbero detto di Jackson:

- Alcuni amici di Sneddon volevano la proprietà di Jackson per convertirla in una vigna fiorente. Coerentemente con le affermazioni di Sundaram, la vinificazione è un’attività leader nel settore agricolo a Santa Barbara, dove Jackson possiede 2.700 acri di proprietà. 
- Le autorità ridevano e si vantavano del fatto di far circolare le foto dei genitali di Jackson, le foto scattate durante l'inchiesta 1993-94. Queste immagini dovevano essere sigillate, ma non lo sono state. Anche Geraldo Rivera ha ammesso di averle viste.
- Nicola si lamentava del fatto che loro avevano fatto tutto il possibile per poter espellere quel “nigger" dalla città, ma avevano fallito. A quanto pare, alle autorità non piaceva il fatto che Jackson fosse il più ricco residente di Santa Barbara, che avesse sposato una donna bianca (Lisa Marie Presley) e che possedesse tutta quella proprietà. Promisero che non avrebbero mancato di sbarazzarsi di lui alla prossima occasione.
- Sneddon avrebbe dichiarato che il suo obiettivo era quello di ottenere "un po' di spazzatura per fare in mondo che lui se ne andasse" e che voleva che lui "finisse fuori città."

Questi frammenti d'informazione furono contestati dai sostenitori di Sneddon, e nemici dello stesso Jackson, come pettegolezzo infondato. Tuttavia, se questa informazione ha qualche fondo di verità, allora rendono gli eventi del novembre 2003 un semplice adempimento di un'ossessione per Jackson da parte di Sneddon.

 

L'OSSESSIONE DI SNEDDON PER MICHAEL JACKSON

Non molto tempo dopo la conferenza stampa del novembre 2003, in cui Tom Sneddon fece battute su Michael Jackson insieme allo sceriffo Jim Anderson, Sneddon si affrettò a sottolineare di non volere una vendetta contro la superstar. Ma alla luce delle accuse esaminate sinora da parte di altri nella contea di Santa Barbara, occorre almeno essere disposti a prenderne in considerazione la possibilità. Sneddon si spinse fino a dichiarare che non aveva nemmeno pensato al cantante o alle accuse durante i dieci anni di intervallo tra i due episodi. Tuttavia, una pletora di articoli relativi all’arco temporale 1994-2003 rivelano qualcosa di completamente diverso. Le citazioni che seguono, per gentile concessione di Talkleft.com, sono la prova della mancanza di attenzione di Sneddon nei confronti di Jackson:

The Independent (Londra), 20 agosto 1994:
Un veterano procuratore rubicondo con la reputazione di avere una disposizione mentale sanguinaria, Thomas Sneddon non è sopraffatto da una litania di precedenti errori macroscopici fortemente pubblicizzati. Né è disposto ad accettare che il suo caso sia senza speranza mancando la testimonianza della sua figura centrale - Jordan Chandler. '' L'ufficio di Santa Barbara è ancora molto coinvolto nell’ indagine sulle accuse a Jackson'', dice Michael Cooney, un avvocato che conosce bene Sneddon. Sneddon è una persona molto determinata, che passerà oltre quasi chiunque pur di provare qualcosa che sente debba essere dimostrato.”

The New York Times, 22 settembre 1994:
Tom Sneddon, il procuratore distrettuale di Santa Barbara, dove il signor Jackson possiede una tenuta, ha detto che  sono stati intervistati più di 400 testimoni nel caso e che sono state identificate altre due possibili vittime. Ma ha detto che uno di questi, che ora è in terapia, aveva chiesto di non essere coinvolto nel caso e l'altro era fuori dal paese e aveva fatto una "smentita generale" di illecito da parte del signor Jackson.

Showbiz Today, 22 settembre 1994:

Gil Garcetti, procuratore generale della contea di Los Angeles: "Abbiamo concluso che, poiché il ragazzo che è stato il catalizzatore di questa indagine ci ha recentemente informato che non intende partecipare ad un qualunque procedimento penale in cui viene nominato come una vittima, dobbiamo rifiutare il procedimento che coinvolge Jackson."

Vercammen: "I procuratori hanno detto che la loro indagine ha anche coinvolto altri due bambini che sarebbero stati molestati da Michael Jackson. Ma i procuratori distrettuali hanno aggiunto che un ragazzo è fuori dal paese e nega ogni illecito da parte di Jackson, e la terza vittima presunta è riluttante a testimoniare. I pubblici ministeri hanno detto che riapriranno il caso qualora eventuali testimoni dovessero cambiare atteggiamento."

Tom Sneddon, Procuratore Distrettuale della Contea di Santa Barbara: "Se le circostanze dovessero cambiano e altre prove dovessero essere disponibili entro il termine di prescrizione, come contea di Los Angeles, noi potremmo rivalutare la situazione sulla base di quali informazioni sono disponibili per noi in quel particolare momento."

The Times Chattanooga, 19 agosto 1995:

Nel frattempo, il giornale Saturday's Today ha detto che il procuratore distrettuale di Santa Barbara, in California, Tom Sneddon aveva contattato due volte la madre di Presley, Priscilla, per informazioni sulle relazioni di Jackson con i ragazzi giovani.

Il New York Beacon 23 agosto 1995
Magazine: Michael Jackson ha mentito all’intervistatrice Diane Sawyer. Michael Jackson ha mentito a Diane Sawyer a proposito della sua relazione con i ragazzi e ha negato informazioni su un’azione civile pendente, ha riferito Vanity Fair. Il procuratore distrettuale di Santa Barbara, Tom Sneddon, ha detto alla rivista che Jackson non è stato "scagionato" dal coinvolgimento sessuale con due ragazzi, come la Sawyer ha detto durante la sua intervista a Jackson sulla ABC "Prime Time Live".

"Lo stato delle indagini è in sospeso fino a quando qualcuno si farà avanti", ha detto Sneddon. La rivista ha anche riferito, citando fonti non identificate, che ci sia un terzo ragazzo il cui avvocato sta lavorando ad un accordo con Jackson. Nell'intervista del 14 giugno, Jackson ha detto alla Sawyer che “non è stato trovato un briciolo di informazione che potesse collegarmi a queste accuse” di molestie su minori. Ma Sneddon ha detto alla rivista nel suo numero di settembre che ha visto le foto dei genitali di Jackson, e  che "la sua dichiarazione in tv è falsa ed erronea e non coerente con gli elementi di prova del caso." Altri che hanno familiarità con gli elementi di prova, hanno detto a Vanity Fair che le foto corrispondono alle descrizioni fornite da un ragazzo agli investigatori.

The Advertiser 27 gennaio 1996:
"Ma la realtà è che, non importa ciò che fa, non può sfuggire al fatto di aver pagato milioni di dollari per evitare che un tredicenne testimoniasse contro di lui in tribunale", dice il procuratore distrettuale di Santa Barbara Tom Sneddon, che originariamente aveva indagato sulle dichiarazioni che Jackson aveva molestato il ragazzo nel suo ranch di  Neverland. Le accuse contro Jackson sono cadute quando il ragazzo si rifiutò di testimoniare. Ma il signor Sneddon dice che, contrariamente a quanto il pubblico crede, sarebbe "impreciso" dire che Jackson è stato scagionato da tutte le accuse. "Lo stato delle indagini è in sospeso fino a quando qualcuno si farà avanti e testimonierà," dice.

Daily News (New York) 14 febbraio 2001:

Michael Jackson non è fuori dai guai. Così dice il procuratore distrettuale di Santa Barbara Tom Sneddon, l'uomo che accusò il cantante di molestie su minori nel 1993. Stasera Jackson è atteso per un discorso alla Carnegie Hall, a nome della sua iniziativa Heal the Kids. Anche se Sneddon non può essere lì di persona, sta sicuramente inarcando un sopracciglio a 3.000 chilometri di distanza. "Il caso contro Michael Jackson non è mai stato chiuso, e lui non è mai stato scagionato", Sneddon dice. "è in sospeso e può essere riaperto in qualsiasi momento.” (http://www.talkleft.com/story/2003/11/19/867/02974#004397)

 

E’ chiaro che il signor Sneddon aveva fatto una grande quantità di pensieri su Jackson e sul caso del 1993, che non era riuscito a perseguire. Inoltre, o Sneddon aveva il dono della profezia oppure stava fiutando qualcosa che avrebbe potuto dare i suoi frutti a febbraio 2003 quando, in un'intervista con la giornalista investigativa della Court TV Diane Dimond, dichiarò ancora una volta che tutto ciò di cui lui aveva bisogno per riaprire il caso contro Jackson era "un’altra vittima".

 

TATTICHE LEGALI DISCUTIBILI

Nonostante le proteste di Sneddon e dei suoi sostenitori, la tattica assunta dal procuratore in tutta l'inchiesta secondo la difesa di Jackson supportava l'idea che una vendetta era stata la forza motrice di tutto il "caso". Ci furono così tanti atti eclatanti da parte del procuratore distrettuale, che è più pratico farne un elenco:


§ Numero eccessivo di mandati di perquisizione, ben oltre 100, la maggioranza dei quali furono emessi dopo che Jackson venne accusato da un Grand Jury.( http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564279414108586001&Archive=true)

§ Intimidazione dei testimoni all'udienza del Grand Jury.

§ Bugie ai media e al pubblico in generale circa la natura effettiva dei due Grand Jury chiamati nel 1993-94. Mentre Sneddon insisteva sul fatto che a nessuno dei due era stato chiesto di incriminare Jackson, attribuendo il collasso del caso al fatto che Jackson aveva preso accordi con la famiglia Chandler, entrambi i Grand Jury avrebbero potuto  rinviarlo a giudizio. Sulla base delle prove inconsistenti, tuttavia, entrambi i Grand Jury decisero saggiamente di non farlo. (http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564149104800825354&Archive=true)

Sneddon, ancora una volta, dimostrò di essere qualcos’altro oltre a un “cane rabbioso”: un bugiardo.

§ Vessazioni a persone vicine a Jackson con il tentativo esplicito di far loro voltare le spalle a Jackson. (http://writ.news.findlaw.com/commentary/20040504_spilbor.html)

§ Lanciare un’accusa di cospirazione senza incriminare gli altri cinque presunti cospiratori: come può esistere una cospirazione con una sola persona responsabile? (http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564379469666713612&Archive=true)

§ Violare intenzionalmente il privilegio della relazione professionale cliente-avvocato di Jackson con:

1) l’irruzione nell’ufficio dell’investigatore privato Bradley Miller, che lavorava per l'avvocato difensore di Jackson a quel tempo, Mark Geragos;

2) il sequestro di materiale dalla casa dell’assistente personale di Jackson, Evelyn Tavvasci, materiale chiaramente recante la dicitura "Mesereau", il cognome dell’avvocato subentrato nella difesa di Jackson. (http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564246961335697422&Archive=true)

§ Presumibile fuga di notizie ai danni di Jackson attraverso Diane Dimond.

§ Perquisizione a Neverland con 60 agenti di polizia più di un anno dopo l'arresto di Jackson, in base a quanto detto tutti per "fotografare" e "prendere le misure" di alcune delle stanze in casa di Jackson. (http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564289309713235981&Archive=true)

§ Sequestro di documenti che chiaramente non avevano nulla a che fare con la pedofilia: finanziari, bancari, relativi a terreni, ricevute di noleggio di auto.

§ Tentativo di vessare i sostenitori di Jackson, in particolare le comunità on-line dei fan come MJJ Forum. Sneddon arrivò al punto di accusare MJJ Forum di essere il sito ufficiale di Jackson e, quindi, di violare l'ordine di imbavagliamento, mostrando pubblico supporto a Jackson.

§ Le inappropriate battute e risate nella conferenza stampa per annunciare l'arresto di Jackson nel novembre 2003.

§ L’improprio intervento in prima persona sul caso in qualità di testimone durante la testimonianza del Grand Jury. Si fece testimone e venne sommariamente esaminato da Tom Mesereau alla successiva udienza. (http://www.newspress.com/Top/Article/article.jsp?Section=ARCHIVESW&ID=564226070614769679&Archive=true)


E l'elenco potrebbe benissimo andare avanti. In base ai casi documentati di tanti altri, è evidente che Sneddon abbia usato i tribunali come il suo piccolo personale parco giochi per assassinare metaforicamente, se non condannare, i suoi nemici.

 

Fonte: http://mjjr.net/content/mjcase/part2.html

 

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