MICHAEL JACKSON E L'ARTIGIANO ENZO ARZENTON

"QUANDO ARRIVO' QUELLA LETTERA E MI CHIESE DI FARGLI LA STATUA DI THRILLER"

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=u3a9s_9UDps

 

A parlare è l'artista vicentino Enzo Arzenton che conosceva il Re del Pop. Michael Jackson era un grande amante dell'artigianato e Arzenton realizzava statue su disegni della Disney. "Era una persona dolcissima, sensibile e fragile. Michael amava Disney e collezionava i miei lavori sui cartoon, mi fece cercare e a Monza mi disse: "Enzo number one". Una grande sensibilità che lo faceva apparire come un bambino. E' così che la pensa l'artigiano vicentino Enzo Arzenton che ha ora 72 anni: "Sapevo che non stava bene, ma la sua morte mi ha scioccato, non mi aspettavo succedesse così presto". Enzo aveva conosciuto personalmente il Re del Pop nel 1992 al concerto di Monza, quando fu ricevuto come ospite dietro le quinte. Michael Jackson ammirava Enzo Arzenton come creatore di scene in porcellana di Capodimonte tratte dai film della Disney. "Sono oggetti da collezione - racconta l'artista - che realizzavo in edizione limitata. Pezzi da collezione di grande valore. Ho poi scoperto che tra i collezionisti c'era anche Jackson".

Nel 1989 arrivò a casa diArzenton una lettera. Un collaboratore del cantante scrisse che Michael aveva tutti i suoi lavori e che il cantante avrebbe chiamato per chiedergli un favore. Jackson aveva cercato l'artigiano fino a riuscire ad ottenere il suo recapito. "Otto mesi dopo la lettera, telefonò e attraverso un interprete - racconta Arzenton - mi disse che voleva che realizzassi una porcellana tratta dal video "Thriller". Mi inviarono le foto e mi misi subito al lavoro. Glielo spedii nell'estate del 1991, lui mi scrisse: "Tutti i miei sogni e i miei desideri si sono realizzati, il pezzo è magnifico e lo amo".

Fu così che un anno dopo a Monza si incontrarono. Michael Jackson fece recapitare, all'artista vicentino e alla moglie, invito e pass, ma quando si presentarono all'Hotel Savoy a Milano, le guardie non vollero farli entrare: "Fu lui a confermare che eravamo suoi ospiti - rivela orgoglioso - poi nel dietro le quinte, fummo i primi che chiamò per la foto e gli unici ad averla in regalo, visto che non le dava mai a nessuno." Un ricordo bellissimo: "Michael era una persona dolcissima, quando ci siamo conosciuti era al settimo cielo, continuava a dirmi "Enzo Number One" e io gli dicevo "Michael Number One". Era buono d'animo, di una gentilezza e educazione che hanno affascinato anche mia moglie".

La scultura alla fine, per gli alti costi, non fu mai commercializzata. In quegli anni, cominciarono per il Re del pop i guai giudizari, guai alle quali il vicentino non ha mai creduto: "Era molto fragile e la gente ne ha approfittato".

Di "Thriller" ne esistono comunque sei pezzi, uno lo conserva Enzo Arzenton, uno Michael Jackson, due che l'artista vicentino fece per il Re del Pop che doveva regalarli e due sono stati acquistati dai collezionisti.

 

FONTE: http://blog.libero.it/Daniela65/7317189.html

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