Processo Murray: 5° GIORNO, 3 ottobre 2011. Testimonianza di Joanne Prashad

Quinto testimone per l’accusa nella 5° giornata di processo a Conrad Murray la dottoressa Joanne Prashad, interrogata dal procuratore Deborah Brazil.

La dottoressa Prashad è un dottore in medicina interna all’ospedale Memorial Hermann di Houston, in Texas da 9 anni. In precedenza, era stata professoressa di microbiologia alla scuola di medicina di Houston. La dottoressa lavora in ospedale prestando assistenza ai malati gravi.

Il 25 giugno 2009, la dottoressa Prashad si trovò in una circostanza che la mise in contatto con Murray: le era stata richiesta una valutazione su un paziente prossimo ad un’operazione chirurgica per una ferita aperta e molto profonda di una gamba, per il quale era opportuno riesaminare la sua storia clinica e sapere quali farmaci stesse assumendo. Il paziente aveva detto alla dottoressa Prashad che di recente aveva subito un intervento ad opera di Conrad Murray, le disse che gli era stato impiantato uno stent, uno strumento che serve a mantenere aperto un vaso sanguigno, in un’arteria della gamba circa 4 mesi e mezzo prima e che il suo cardiologo, il dottor Murray, gli aveva prescritto il Plavix, un farmaco che preoccupava il chirurgo e l’anestesista.

La dottoressa Prashad si fece dare dal paziente il numero di telefono dello studio di Murray perché voleva sapere da Murray cosa ne pensava di questo paziente e se lei poteva dirgli di interrompere il Plavix per rendere sicura l’operazione chirurgica. Allo studio di Murray le diedero un secondo numero dove però le rispose la segreteria telefonica, così richiamò lo studio perché il paziente era nella sua clinica ed era necessario ottenere quell’informazione.

La Brazil ha voluto che la dottoressa Prashad sottolineasse l’importanza per un dottore di conoscere la storia clinica e farmacologica di un proprio paziente, cosa che la Prashad ha fatto malgrado l’obiezione della difesa, respinta dal giudice.

La Prashad ha poi ripreso a raccontare i fatti del 25 giugno 2009, dicendo che lo studio di Murray le fornì un altro numero al quale riuscì a rintracciare il dottor Murray. La Prashad gli spiegò le ragioni della sua telefonata, che voleva sapere se quel paziente aveva necessità di continuare ad assumere Plavex oppure poteva interromperlo per l’operazione chirurgica, di cui la Prashad fornì dettagli a Murray.

La Prashad ha ricordato che Murray fu molto chiaro e disse chiaramente che il paziente doveva continuare il Plavex e completare il ciclo di 6 mesi del trattamento con questo farmaco che lui gli aveva prescritto. Murray le disse che sarebbe stato meglio posticipare l’intervento ed aspettare il termine dei 6 mesi prima che il paziente smettesse di assumere Plavex. La Prashad ha detto che di solito i dottori in queste circostanze rispondono che non sono nel proprio studio e che hanno bisogno di rivedere la cartella clinica del paziente, ma Murray fu molto chiaro nelle sue indicazioni e questo la colpì.

La Prashad ha detto che erano circa le 12.00 pm a Houston (le 10.00 am a Los Angeles) e ha riconosciuto il suo numero nella telefonata delle 10:20 am sul tabulato di Murray proiettato dalla Brazil:

La Prashad ha ricordato che la sua conversazione con Murray fu molto breve e che lui le diede le informazioni a lei necessarie, per le quali la Prashad e il resto dello staff che avrebbero dovuto intervenire sul paziente convennero che fosse opportuno posticiparla.

 

CONTROINTERROGATORIO DI ED CHERNOFF:

Chernoff ha chiesto alla Prashad se lei trovava giusto dire che molto spesso i dottori dicono che devono riguardare le loro cartelle cliniche perché non ricordano nemmeno i propri pazienti, il giudice ha respinto l’obiezione dell’accusa per speculazione e la Prashad ha detto che trovava corretta l’affermazione di Chernoff. L’avvocato ha quindi sottolineato che non fu il caso di Murray, che al contrario ricordava il paziente ed il suo trattamento e conosceva il protocollo di necessità per quel paziente di continuare ad assumere quel farmaco. La Prashad ha confermato tutto questo e quando Chernoff le ha chiesto se era giusto dire che lei era stata impressionata dal dottor Murray ha detto che è vero, rimase impressionata.

 

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