Intervista a Jonathan Moffett,storico batterista di MJ

Fonte: http://mjtpmagazine.presspublisher.us/issue/beyond-the-dream/article/interview-with-jonathan-moffett

Traduzione di 4everMJJ per Michael Jackson FanSquare Forum


E' andato in tour, ha suonato e registrato con alcuni dei migliori artisti della nostra epoca. E' un musicista affermato, cantautore e produttore, con una carriera che dura da 32 anni. La sua tecnica unica e potente con la batteria gli ha guadagnato il rispetto e il plauso di tutto il mondo, ma in fondo lui è umile, cordiale e spirituale, con un entusiastico e divertente senso dell'umorismo. Lui è Jonathan Moffett, e ho avuto il piacere di parlare con lui di recente in un'intervista esclusiva e approfondita sulla sua carriera e il suo rapporto professionale e personale con Michael Jackson.

...

Valmai: Jonathan, vorrei porti alcune domande su Michael adesso. Hai lavorato con lui per molti anni dopo che è diventato un artista solista. Com'era in tour con lui? Ci sono delle esperienze che forse vorresti condividere, che erano divertenti o commoventi, o che spiccano su tutto il resto?

Jonathan: Devo dire che lavorare con Michael è stato incredibile, assolutamente incredibile! Non è un abuso del termine e della parola perché era un genio, mille volte oltre la parola genio. Michael era un vero genio. Le sue doti e il suo talento, il suo ballare e cantare da soli dimostravano che era un genio, sai? Tutti in tutto il mondo erano innamorati di lui. Il suo sound e i suoi movimenti, la sua immagine, la sua natura, voglio dire, era veramente, veramente geniale e benedetto.

Lavorare con lui, e guardare e imparare da lui, da un genio, fa lievitare la tua abilità, la tua visione, la tua prospettiva, le tue capacità e possibilità. E' stato fantastico per me avere l'opportunità di lavorare con Michael. Ho imparato moltissimo da lui, lavorando con lui su come fare le cose nel modo giusto, sulla perfezione, sulla meticolosità, sul dinamismo e sull'essere il più grande. Era un termine che ha sempre amato usare (si riferisce a "bigger than life", ndt), "Deve essere il più grande di tutti e deve fare una tale impressione sulle persone che non lo dimenticheranno mai per il resto della loro vita". Perciò lavorare con Michael era semplicemente fenomenale.

Vederlo ballare a ogni concerto per me era come cercare un nuovo pianeta, una nuova galassia e scoprirla, perché ogni volta che pensavi di conoscere tutto dei suoi movimenti, come ho detto prima, lui faceva qualcosa che semplicemente ti abbagliava. E io sono lì dietro, si suppone che debba lavorare, ma sono là dietro a urlare e gridare: "Vai Michael!" Sono come il fan dall'altro lato del palco, ma era così sbalorditivo quando faceva qualcosa di così totalmente, assolutamente straordinario. Ogni sera non vedevo l'ora.

E la sua voce era così notevole ed emotiva e passionale, ben oltre la maggioranza delle persone. Ci sono davvero pochi cantanti che hanno una così grande passione ed emozione, Stevie (Wonder, ndt) è uno di loro, ma c'è una quantità molto, molto limitata di artisti in grado di evocare emozioni del genere. Questo, unito alla danza, unito all'immaginario e alla sua visione che porta nei concerti, è semplicemente senza precedenti. E la grandezza della tecnologia nei suoi spettacoli, la sua visione e la creatività, come potete vedere in "This Is It", come mettere insieme uno spettacolo e come rendere le cose incredibili per così dire, Michael era quello. Ho imparato molto da lui e lavorare con lui è stato uno dei più grandi tesori. E' stata una delle più grandi esperienze della mia vita e della mia carriera lavorare con il migliore al mondo in assoluto. E' stato semplicemente fantastico. Ho imparato molto sul mettere insieme uno show e sulle performance e la teatralità e il resto.

Ma uno dei momenti speciali si può trovare in un DVD. Penso che sia su Youtube. Eravamo in Germania per le riprese di una trasmissione in diretta, e durante la metà dello show lui sta parlando un po' sul palco tra i brani. Questo piccolo insetto entra in scena, un insetto dell'amore o un tipo di coleottero. E' sul pavimento e lo vede. Si preoccupa molto per questo piccolo insetto e dice: "Aspetta, aspetta, aspetta, c'è un insetto sul palco". E la gente si mise a ridere. Egli disse: "Sicurezza, sicurezza... Venite a prendere l'insetto".

Così la gente ha iniziato a scoppiare a ridere, ma lui non lasciava andare avanti lo show perché aveva paura di pestare l'insetto. E la gente cominciò ad applaudire perché aveva quel tipo di preoccupazione. Qualcosa di così semplice, come quello, con la premura e l'emozione, fu un grande momento, e uno sguardo sulla sua vita, su chi era. Ferma una grande produzione, una grande macchina di produzione per proteggere questo piccolo insetto in modo che non si faccia male con i ballerini su tutto il palco. Perciò quello è stato un momento molto speciale credo, qualcosa di semplice come quello, ma che mostrava che aveva quella grande preoccupazione per le creature più piccole, è stato davvero speciale. Questa è una cosa che è rimasta in mente come parte dello spettacolo. La sua performance parla da sé, ma al di fuori della performance, mostra l'essere umano che era.

Valmai: Sì, e ho visto quel video, l'ho visto su Youtube.

(ndt http://www.youtube.com/watch?v=HJtluuZCMK0&feature=player_embedded )

Jonathan: Si, è stato un momento magico.

Valmai: Oh, sì, molto. Jonathan pensi che Michael ti abbia aiutato a diventare un musicista migliore?

Jonathan: Certo, sì, assolutamente! Lavorando con lui e osservando alle sue spalle, avevo il posto migliore. Osservando da dietro la grandezza e la magnificenza dello spettacolo, e osservando come porta l'energia e l'eccitazione nella sua performance, impari molto su come mettere insieme uno spettacolo. Come in "This Is It", chiunque poteva vedere come la metteva insieme, e io sono stato a guardare da dietro le quinte per trenta anni e ad imparare da lui. Così ora ho molta fiducia quando faccio i miei spettacoli.

Sto facendo degli show tributo per Michael e alla gente piacciono molto. Sentono come se fosse uno spettacolo di "Michael". Si tratta di un "one man show", solo io, le immagini e la sua voce e la musica dal suo tour e le canzoni. Molti commenti sono stati che si sentivano come se fossero a uno "show di Michael". Non ho avuto tutta la grande produzione. È solo la mia batteria gigante, e mi esibisco come quando eravamo in tour, come se fosse un concerto con Michael. Questo, e imparare a mettere insieme l'immagine giusta al momento giusto, i momenti giusti, e il lavorare con Michael, fanno funzionare questo show. Se avessi il budget che aveva Michael, sento che potrei portare avanti l'eredità e la tradizione e la classe che Michael si aspettava, perché ho imparato molto da lui, osservando come lo fa e stando intorno a lui.

Valmai: Michael era un maestro nel sincronizzare i suoi ballerini e i suoi musicisti in modo che confluissero in una ininterrotta e perfetta armonia. Puoi farci dare uno sguardo nel suo genio creativo? C'è una storia che potresti dirci che non sappiamo già?

Jonathan: Beh, questa domanda è una testimonianza e una dimostrazione di quanto lui conoscesse la sua musica. Per dirigere tutti, per sapere quando manca qualcosa, una singola nota in un accordo, lui lo sa. Lui lo fa notare, "Qualcosa è sbagliato in questo accordo. Cosa c'è di sbagliato in questo accordo? C'è una nota mancante". Poi effettivamente canticchia la nota, la canta ad alta voce,"daaaaaaaaa"..." Dov'è quella nota? Quella nota dovrebbe essere qui". L'ho visto più e più e più volte farlo. La stessa cosa con le parti di chitarra. Lui le conosce, lui sa tutto.

Quando non avevamo le percussioni, avevamo le parti delle percussioni nel computer da utilizzare, e se un certo ritmo o motivo, (avevamo così tanti ritmi e motivi che si sovrapponevano) se un certo elemento non c'era lo sentivamo. Lui sente tutto, e le sue emozioni gli dicono se manca qualcosa. Lui ci pensa e sa esattamente quale parte non c'è, qual è il ritmo che manca e che non fa funzionare bene la macchina. E' come un motore. Se una delle valvole è fuori uso il motore balbetta, scoppietta, sai, e lui sente che non sta funzionando bene. Michael conosce tutta la sua musica così, e quando tutte le valvole sono a posto e funzionano bene, Michael lo sa perché lo percepisce emotivamente. E' a conoscenza di come la musica è stata assemblata. Quindi penso che sia notevole e risponde davvero a questa domanda. La sua band funziona così bene perché lui sa quando manca qualcosa.

Noi facciamo tutti i compiti e li impariamo; dovremmo impararli prima di venire alle prove. Questo è quello per cui siamo pagati e sono sicuro che sia per questo che piaccio a Michael, perché sa che faccio così non accampo scuse. Si fida di me totalmente perché ho la sua stessa mentalità. Deve essere perfetto, deve essere giusto, deve essere ciò che l'artista vuole perché è per questo che sono pagato. Non mi ha mai controllato una volta che facessi tutto bene, in modo da ottenere il suo miglior spettacolo. Io devo fare il mio miglior show in modo che lui possa fare il suo miglior show. Lui conta su di me, e tutto lo spettacolo conta su di me. Come posso deluderli? Non posso. Questa è la mia mentalità, non c'è altro modo.

Perciò lui confida che tutti agiscano in questo modo, e questo è il motivo per cui vieni assunto, se sei una persona in grado di dare questo. Se stai con lui sul palco o durante le prove, è perché si fida che tu sei sullo stesso livello di attenzione e concentrazione e vuoi fare del tuo meglio. Ora, a volte alcune persone non raggiungono questo scopo, sai, si impigriscono o non imparano nulla nel modo giusto o non lo eseguono bene, ed è in quel momento che lui interviene, come nel film con il tastierista. Lui era il direttore musicale e Michael ha dovuto tipo insegnargli di nuovo. Così a volte questo succede, purtroppo, ma per la maggior parte tutti arriviamo e facciamo quello che dobbiamo fare. Michael lo raffina. E' lo chef, perciò mette più condimento qua e là, "Cambia questo e cambia quello. Suonalo con un po' più di fiducia qui". Lui lo raffina e mescola tutti gli ingredienti assieme. E' una ricetta, e lui lo rende un buon piatto da servire al pubblico, in modo che godano del pasto della musica.

Valmai: Ma io penso che faceva parte del suo genio. Michael sembrava sapere tutto di ogni elemento della musica. E come hai detto tu, la sentiva dentro. Penso che sia quello che lo differenzia da molti altri artisti.

Jonathan: Ogni cosa è emozione, tutto è emozione e sentimenti. Sai, vedere le cose con le emozioni è come avere una visione diversa, una visione emozionale. Io sono così ed è per questo che lo capisco. Io sono esattamente così. Posso facilmente lavorare con lui, ed è semplice per me. Lui ed io siamo tagliati dalla stessa stoffa. Lui lo sapeva e io lo so, perciò, sai, pensavo che ci fosse semplicemente una magia tra di noi. Era qualcosa che lui sentiva, per questo mi voleva lì. Mi sento fortunato e benedetto per essere stato in grado di funzionare a quel livello e di soddisfare qualcuno come lui. Io voglio sempre impressionare favorevolmente la persona e fare in modo che mi voglia di nuovo, e quel secondo concerto ed essere richiamato è più importante rispetto al primo. Nel primo cerchi di dimostrare qualcosa a te stesso. Con il secondo provi che hai dimostrato quello che vali e loro ti vogliono. Perciò significa di più della prima volta che si lavora con qualcuno.

Valmai: E tu sei stato molto, molto benedetto. Lo sei stato davvero.

Jonathan: Lo so, lo so. Io non lo dò per scontato. E lo conserverò per sempre e ne sono molto grato.

Valmai: Jonathan, la gente parla di un'energia intorno a Michael, una luce. L'hai mai percepita?

Jonathan: Sempre, ogni volta che sono intorno a lui. Ecco perché sai di essere in presenza della grandezza. Ecco perché sai che sei in presenza di una persona speciale. Basta contare il numero di fan e la gente e la moltitudine che lo ama in tutto il mondo. Lui è un uomo amato da... la CNN ha detto che oltre un miliardo di persone hanno pianto Michael in tutto il mondo, fino alle zone più remote. Quale altro essere umano può attrarre così tanta compassione e così tanto dolore per la sua perdita? Michael aveva qualcosa di speciale, una radiosità, e quando ti trovavi in sua presenza tutto il posto cambiava.

La gente diceva: "Michael sta arrivando", e tutti si agitavano. Non appena avevi la visione di lui, anche solo sapendo che stava arrivando, sentivi qualcosa, come un fremito. Solo guardandolo entrare dalla porta, è come se tutte le molecole dell'aria si fermassero e tu le potessi stringere con le dita, prenderle. E' come se potessi vedere il più piccolo granello, potevi vedere le molecole dell'aria quando Michael entrava in una stanza. Lui la cambiava, la struttura molecolare dell'aria. E questa è l'equazione di ciò che accade quando Michael entra, e tutti nella stanza lo sentivano e lo sapevano. E poi il loro atteggiamento e la loro personalità cambiava. La loro attenzione si ravvivava, ma dicevano sempre, "C'è qualcosa in lui. Quando è arrivato mi sono agitato. Percepivo qualcosa!". E io sentivo questo più e più volte e dicevo: "Lo so, lo so. Ho avuto questa sensazione per trenta anni".

Ed era proprio così piacevole, semplicemente qualcosa che ha a che fare con il suo linguaggio simbolico. Tutti irradiano ad una frequenza diversa, e Michael penso avesse il più alto livello di energia senza essere di un altro mondo. Il suo dono e la sua umanità di spirito erano così potenti e grandi e profondi. Era un essere umano diverso dalla maggior parte di noi, da tutti noi. Lui ha influenzato tutti quelli che sono stati in contatto con lui, dai leader mondiali alla gente comune, dai bambini alle nonne. Ogni singola persona che io ricordi di aver visto o con cui ho parlato che è stata intorno a lui ha detto di aver percepito qualcosa.

Ed è per questo che la gente piange. La gente piange davvero. Stavo seduto sul palco e li vedevo passarsi dei corpi, come nel medioevo quando morivano di peste. Vedevi alzare dei corpi, braccia penzoloni e gambe, teste oscillanti, e c'era come un oceano di gente con le braccia alzate che si passavano dei corpi fino all'ingresso, al cancello. C'era una formazione di mezzi di soccorso... cinque, dieci di loro allineati. C'erano barelle e il triage là dietro. Uno ad uno, la gente li faceva passare avanti, a volte una moltitudine di corpi veniva passata ai soccorritori attraverso la folla. Davano loro i sali e cercavano di farli rinvenire. Alcune persone erano completamente andate, prive di conoscenza, sai, come se non ci fosse vita in loro, e questo solo per essere in quello stadio con Michael. Stavo seduto lì dietro pieno di meraviglia. Era proprio la cosa più potente che si potesse vedere, e dipendeva solo da quell'uomo al centro del palco. Lui faceva svenire anche gli uomini, donne e uomini. Questo è un potere e Michael lo sapeva. Sapeva di essere stato dotato di qualcosa di speciale, uno scopo: unire il mondo ed unire le persone.

Valmai: Nel film "This Is It" tu dici che Michael è un dono di Dio, inviato per insegnarci ad amare; come amare e come essere. Cosa hai imparato da lui che ricordi ogni giorno?

Jonathan: Che siamo tutti esseri umani. Al di là della classificazione e delle categorie, siamo una razza umana. Michael trattava tutti allo stesso modo, non importava la razza, la religione e il credo. Lo vedevi in tutto il mondo in televisione, con tutti i popoli, tutte le persone, gli amici, i nemici, era sempre lo stesso. Il suo amore per le persone o i bambini in particolare non si è mai fermato. Poteva andare anche dai nostri peggiori nemici e amare i bambini e andare a trovarli negli ospedali.

E questi sono alcuni dei ragazzi che crescendo potrebbero decidere di attaccare l'America, o chiunque. Michael non vedeva questo. Lui vedeva il bambino, l'essere umano, la vita benedetta da Dio. Non avrebbe esitato a dare loro dei soldi o anche a comprare un rene per le stesse persone con il suo denaro duramente guadagnato.

Qualunque cifra costasse; comprava macchinari per gli ospedali di tutto il mondo, le persone hanno beneficiato del dono della vita da Michael, per le macchine che tengono in vita queste persone negli ospedali. Il rene per un bambino, i trapianti che Michael ha pagato di tasca propria e senza chiedere nulla, molte persone non ne sapevano nulla fino a dopo la sua scomparsa, o quanto ha realmente fatto. Chiedeva di non fare pubblicità. Lui non andava sul giornale. Un giornale straniero il giorno dopo non glielo riconosceva. Questo era uno dei suoi criteri, nessuno lo sapeva. Non voleva farlo per farsi pubblicità, perché lo faceva con il suo cuore.

La gente dice che Michael era in fallimento e aveva debiti per 3-400 milioni, ma ora è venuto fuori che Michael è stato uno dei più grandi, se non il più grande filantropo che sia mai vissuto, e aveva dato via qualcosa come più di 300 milioni di dollari del denaro guadagnato con il suo lavoro. Se avesse avuto quei circa 300 milioni di dollari, presumo che non sarebbe stato in fallimento, no? Ne dubito.

Valmai: No, non lo sarebbe stato.

Jonathan: E' la stessa quantità di quello che dicono fossero i suoi debiti. Per la sua gentilezza e generosità e l'amore per la gente che non conosceva nemmeno e che non conosceva davvero lui, donava per aiutare, e poi, naturalmente, aveva problemi di soldi.

Io sono così, anch'io sono stato allevato in quel modo. Vedo la trasparenza; la gente potrebbe anche avere la pelle in cui si pùò vedere attraverso perché io vedo il cuore, lo spirito. Questo è un altro modo in cui io e Michael eravamo legati. Noi riconosciamo le stesse cose l'uno nell'altro. Entrambi amiamo i bambini. Sono la cosa più vicina con cui potremo mai arrivare a Dio, specialmente un neonato. Questa è cosa più vicina con cui si arriva a vedere Dio e ad essere con Dio. E Michael era così, ci relazionavamo in quel modo. Sapevamo senza nemmeno parlarne. Sapevamo di avere la stessa mente che si riconosceva senza nemmeno parlare.

Una delle cose che ho imparato è che io sto facendo la cosa giusta. Sto vivendo nel modo giusto essendo di spirito aperto. Michael ha dimostrato che funziona, che può funzionare e può fare la differenza. Può portare una moltitudine di persone insieme, perché lui lo ha fatto. Lui si è dimostrato disinteressato. Così ho imparato che è possibile perché Michael l'ha provato.

Valmai: Pensi che Michael abbia usato la sua musica come un modo per portare il suo messaggio là fuori?

Jonathan: Certamente. E' evidente nella sua musica e nelle sue canzoni, un sacco di sue canzoni. Voglio dire, ha fatto anche musica alla "Shake your booty", ma molta della sua musica importante è il suo messaggio in musica, e la gente lo ha apprezzato e non si sentivano come se stesse predicando troppo. Volevano sentirla, la musica sulla preoccupazione, sull'amore e sulla comunione. Un sacco di volte le persone evitano quella musica, perché ci sentiamo come se ci stessero facendo la predica, come se fossimo in chiesa. Noi non vogliamo saperlo. Michael aveva un modo di farla che la gente voleva sentirla e amava sentirla. Non sembrava come un sermone o una predica. Erano curiosi e volevano diventare quello, volevano vedere quella visione che lui tirava fuori.

In un certo modo lui era un profeta nella sua musica, un profeta moderno. Come ho detto, era stato mandato da Dio per illuminare, proprio come i profeti dei tempi antichi. Un sacco di gente non riconosce questo perché lui è diverso, è un intrattenitore ed è stato inviato in questa forma, perciò un sacco di gente sorvolava sulla profezia che lui insegnava. I suoi insegnamenti di amore e di preoccupazione: è possibile ascoltare la sua preoccupazione in "Earth Song", e in altre canzoni predicava la preoccupazione per il pianeta e le persone, per l'umanità, l'uno per l'altro. Penso che sia un meraviglioso essere umano. Penso che sia una lezione da imparare per tutti e un modello da seguire in quella luce, la luce della preoccupazione e della premura per l'altro. Di certo sarebbe un mondo migliore se tutti lo facessero.

Valmai: Lo so, lo sarebbe, vero? Ecco perché penso che sia tanto importante continuare l'eredità che ha lasciato per noi.

Jonathan: Esattamente! Sono d'accordo.

Valmai: Cosa vorresti che conoscesse di Michael la generazione che ci sarà fra 100 anni?

Jonathan: Che era un uomo di potere, di potere positivo che metteva insieme la gente nel tempo in cui è vissuto. Ha unito gente di tutti i ceti sociali, di tutte le nazionalità e, come ho detto, amici e nemici. Era una cura per lo spirito, perché ha guarito un sacco di gente con la sua musica e con il suo spirito. Solo stando in sua presenza quando visitava gli ospedali, i bambini guarivano miracolosamente, mi è stato detto. Michael va ricordato per essere stato uno degli esseri umani più positivi e disinteressati che sia mai vissuto. Il caso ha voluto che fosse anche un cantante e ballerino.

Valmai: Così Jonathan, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Farai un tour? Stai lavorando a qualcosa al momento? Un album?

Jonathan: Si, sto lavorando con il gruppo Cameo, la band funk. I Cameo hanno iniziato nel 1977-'78. Sono stato con loro dall'82 di tanto in tanto. Mi lasciavano andare per gente come Madonna o Michael, lasciavano che facessi queste cose. Dicono che non vogliono farmi smettere di fare un sacco di soldi, ma il mio posto è sempre lì "Quando torni faccelo sapere. Quando torni sei di nuovo dei nostri". Così, dalla morte di Michael sono tornato con loro. Li avevo lasciati per fare This Is It con Michael, e poi dopo ho avuto bisogno di una pausa, sai, perché era troppo, non riuscivo a lavorare subito. Così, quando sono stato pronto li ho chiamati e mi hanno fatto tornare. Sono tornato con loro a partire dal novembre del 2009, e lavoro ancora con loro.

Ho lavorato con Jermaine Jackson, che voleva fare uno spettacolo di tributo a Michael. Lavoro nel mio one-man show tributo, come ho detto, e lavoro con i promotori ora, che cercano di farmi esibire in tutto il paese e, si spera in tutto il mondo, sai, per continuare l'eredità e la musica. Sono il batterista di Michael perciò voglio continuare a suonare con Michael, la sua musica, le sue tracce e parlare di lui e far conoscere la magia che avevamo insieme, la premura che aveva e continuare a condividere la sua musica. Non è come averlo lì, ma con le immagini e far sentire la sua voce, suonando le sue tracce, ci si avvicina. E' la cosa migliore, sai, non mi piace suonare con una cover band o un sosia, non lo farei mai, e non voglio farlo. Questo è come suonare con Michael, la sua immagine è lì, la sua voce è lì e tutti i fans dicono che percepiscono Michael. E' la cosa più vicina a lui a cui posso arrivare ora, e mi piace farlo, perché ho sempre amato suonare le sue canzoni, la sua musica, e sentire la sua voce e suonare con lui. Perciò sto facendo questo, oltre ai Cameo.

C'è qualcosa di enorme all'orizzonte non posso parlarne ora, ma è imminente. Non posso semplicemente parlarne ora. Sarà incredibile e ne ho parlato con alcune persone. Quindi succederà. Io ho la mia musica, ho un sacco di musica molto simile a quella di Michael. Come ho detto, siamo molto simili di spirito, simili come idee. Ho un messaggio in musica e sto lavorando su un album, un po' tipo "What's Going On" di Marvin Gaye, un album di messaggio che è molto commerciale, ma ha canzoni basate sul tema della vita e dell'umanità, proprio come le canzoni di Michael di quella natura. E' in fase di lavorazione e ho canzoni scritte in tutto o in parte e un sacco di altra musica. Ho duecento canzoni in uno stadio o nell'altro, quindi sto cercando di finire la mia musica, pronta per la pubblicazione questo o il prossimo anno.

.....

Valmai: Jonathan, ti sono così grato che hai fatto questa intervista, ne sono così entusiasta ed è stato bellissimo parlare con te. Mi hai dato una panoramica di Michael solo sentendoti parlare, è stato meraviglioso, davvero, e voglio ringraziarti tanto.

Jonathan: Prego, prego. E' bello parlare di queste cose. Voglio che il mondo lo ricordi.

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